Un mondo che parlava con gli spiriti e cantava l’invisibile.
Eroi, druidi e dee si intrecciano in un racconto di eternità e fragilità, di battaglie e rinascite, che svela la profonda spiritualità di un popolo dimenticato.
Tra le nebbie del Nord e i boschi eterni dell’antica Europa, i Celti intrecciarono un universo di miti che ancora oggi parla di coraggio, fragilità e metamorfosi. Il loro pantheon era vivo, fluido, senza gerarchie rigide: ogni tribù e ogni terra reinterpretava le stesse forze ancestrali, non esisteva un solo volto per il divino ma suoi infiniti riflessi. Lo stesso accadeva per le divinità femminili, manifestazioni diverse della grande madre Terra. Le colline e i cerchi di pietre che costellano ancora oggi l’Occidente europeo non erano soltanto luoghi fisici, ma soglie: portali fra il mondo umano e quello degli spiriti, dove il tempo si piegava e la parola diventava rito. Dai megaliti delle isole britanniche ai fuochi sacri del Vecchio continente, dal dio cornuto Cernunno a Morrigan, la regina delle battaglie, Katia Bernacci racconta dèi, dee, druidi, eroi e simboli di un mondo ancora nella sua giovinezza, e di una civiltà sospesa fra il visibile e l’invisibile, che non separava mai il sacro dal quotidiano.
Katia Bernacci è giornalista, ricercatrice indipendente e saggista. Direttrice editoriale della casa editrice Yume, da anni si occupa di divulgazione in ambito culturale, in particolare su tematiche legate a storia e misteri. Ha scritto diversi saggi, tra cui Templari (2018), Streghe! (2023), Torino nel Medioevo (2023), E poi furono streghe (2024).
Per Diarkos ha pubblicato Stregoneria. Il fascino del male: le streghe fra storia, mito e persecuzione (2025) e I misteri del Medioevo. Enigmi, leggende e falsi miti dell’Età di Mezzo (2025).
Info:
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pp. 320, € 19,00
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