INDONESIA. Il mistero dell’isola dove le specie si rimpiccioliscono.

Pubblicato il : 8 agosto 2018

C’è un’isola in Indonesia dove gli esseri umani si rimpiccioliscono e nessuno sa perché. È iniziato tutto nel 2003 con la scoperta di alcune ossa in una caverna di Flores, nelle Piccole Isole della Sonda (il nome non inganni: ha una superficie di 14.300 chilometri, più della Corsica, e 1,5 milioni di abitanti). I paleontologi hanno trovato i resti di un ominide alto circa 90 centimetri e con il cranio grande come quello di uno scimpanzé. Lo hanno chiamato Homo floresiensis: si stima che vivesse almeno 60mila anni fa.
A lungo si sono chiesti se la bassa statura degli abitanti della zona, in media un metro e 45 centimetri, fosse il risultato di un incrocio tra Homo sapiens e Homo floresiensis. Gli studi più recenti, infatti, hanno dimostrato che in passato, la nostra specie si è incrociata con quella di ominidi preistorici: i Neanderthal (vissuti tra i 300mila e 30mila anni fa) e i Denisovans (che risalgono a un periodo tra i 70mila e 40mila anni fa).
Adesso, come riporta il New York Times, l’analisi del dna ha dato una risposta — e ha aperto un nuovo mistero. Ricercatori dell’Istituto di Antropologia Max Planck in Germania hanno raccolto e analizzato i geni di 32 abitanti del villaggio di Rampasasa, che si trova vicino alla caverna. E hanno scoperto che, mentre contengono il dna di Neanderthal e Denisovans, non hanno tracce del patrimonio genetico del Floresiensis. Significa che non c’è stato nessun incrocio, e che la bassa statura degli abitanti di Flores, non dipende dall’influsso di quell’ominide.
Gli scienziati (tra cui l’italiana Serena Tucci, ricercatrice a Princeton) si sono trovati però di fronte un mistero ancora più interessante: gli esseri umani di Flores si sono evoluti in modo da diventare più piccoli. Lo stesso era evidentemente successo all’Homo floresiensis. Non solo: altre ricerche hanno mostrato che almeno due volte in tempi preistorici gli elefanti sono arrivati sull’isola di Flores e anche loro sono diventati nani. Una evoluzione che, almeno per gli umani, è dovuta al concorso di più geni. Segno che più fattori ambientali, nell’isola, rendevano evolutivamente più conveniente esser bassi e minuti. Quali, è una domanda ancora aperta.

Autore: Elena Tebano

Fonte: www.corriere.it, 4 ago 2018

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