FIRENZE. MiBAC compra “Testa Lorenzini”, capolavoro etrusco.

Pubblicato il : 8 Giugno 2019

La “Testa Lorenzini”, uno dei capolavori della scultura etrusca, è stata acquistata dalla Direzione Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali su proposta della Soprintendenza Archeologica di Firenze.
L’opera, probabilmente parte di una grande statua di culto del dio Apollo che si ergeva in un tempio dell’antica Volterra (Pisa), è databile intorno al 480 a.C. ed è il più antico esempio nell’Etruria centro-settentrionale di una figura scolpita nel marmo delle Alpi Apuane (il marmor lunensis dei Romani, oggi di Carrara). Definita dall’archeologo Ranuccio Bianchi Bandinelli “la più greca delle realizzazioni etrusche”, riveste una notevole importanza perché come divenne presto fonte di ispirazione per una serie di statuette bronzee diffuse in tutto il territorio volterrano. Opera di un abile scultore il cui stile rivela forti influssi greco-orientali (nella massiccia volumetria, nei grandi occhi a mandorla, negli zigomi alti e prominenti), ma allo stesso tempo anche caratteristiche tipiche dell’arte etrusca, come la fronte bombata, la complessa acconciatura dei capelli che rigonfiano il profilo della calotta cranica e la resa a rilievo delle arcate sopraciliari.
Fino al 1997 la celebre scultura, già di proprietà della famiglia Lorenzini, da cui il nome con la quale è conosciuta, era stata data in prestito dai proprietari ed esposta nel Museo Etrusco Guarnacci di Volterra. All’inizio del 2019 il MiBAC ha esercitato il diritto di prelazione per questo prezioso reperto, mettendo a disposizione la cifra di 355.000 euro. Grazie a questo acquisto da oggi il pubblico, dopo 22 anni nei quali la “Testa Lorenzini” è rimasta non più visibile, potrà nuovamente ammirare questo capolavoro, presente in tutti i manuali di etruscologia e arte antica, presso il Museo Archeologico Nazionale di Firenze, il più grande e importante museo archeologico d’Italia a nord di Roma. Posta accanto ad altre opere di primaria importanza per la conoscenza della civiltà e dell’arte etrusche, come la Mater Matuta, il sarcofago di un defunto accompagnato dalla divinità infernale Vanth e il grande coperchio di sarcofago detto dell’Obesus etruscus, integrerà la collezione delle sculture etrusche del museo fiorentino con un contributo di grandissimo valore.
La presentazione è avvenuta nel Museo Archeologico Nazionale di Firenze, al quale è stata destinata dal Ministero e dove sarà stabilmente esposta al pubblico. Parteciperanno il direttore generale Musei del Mibac, Antonio Lampis, il direttore generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, Gino Famiglietti, il direttore del Polo museale della Toscana Stefano Casciu, il soprintendente Andrea Pessina e il direttore del Museo Archeologico Nazionale di Firenze, Mario Iozzo. Nessun rappresentante delle istituzioni volterrane, dunque, risulta fra i relatori, sebbene l’opera sia stata esposta al Museo Guarnacci per lunghi anni e nonostante una petizione online affinché il prezioso reperto, una volta acquistato dal MiBAC, potesse ritornarci. A lanciare e sostenere l’appello online era stato lo stesso Comune sotto indicazione del sindaco Marco Buselli il quale aveva definito l’eventuale esposizione a Firenze dell’antico reperto “un secondo Sacco di Volterra”.

Autore: Filomena Merola

Fonte: www.qaeditoria.it, 5 giu 2019

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