CINA – Accordo con gli Istituti di restauro dello Hi’ian.

Pubblicato il : 8 Marzo 2003

L’Ateneo di Bologna partner in studi mirati al restauro di dipinti murali cinesi di grandissimo valore.

Una collaborazione di ricerca tutta “orientale”: l’Ateneo di Bologna e gli Istituti di conservazione, restauro e archeologia di Xi’an, in Cina, saranno partner in una ricerca mirata a determinare le possibilità tecniche di restauro di dipinti murali cinesi di grandissimo valore.

L’accordo, sottoscritto dal prof. Fabrizio Bolletta preside della Facoltà di Scienze dell’Alma Mater e dal Vice direttore dell’Ufficio provinciale dei beni culturali dello Shaanxi, professore alla North-West University di Xi’an, è il risultato della missione compiuta nel dicembre scorso dal Preside di Scienze insieme al prof. Rocco Mazzeo, del corso di laurea in Tecnologie per la conservazione e il restauro che da tempo si occupa di questo settore.

Operativamente, sono stati individuati tre “case study” con cui iniziare la collaborazione di ricerca. I primi due si riferiscono a beni culturali identificati come “state-level” e il terzo come “provincial-level”:

1. Yao Wang Mountain (La montagna del Re della Medicina cinese), Distretto di Tong Chuan: splendidi dipinti murali di epoca Yuan (1272 a.C.) in cattivo stato di conservazione ed all’apparenza mai restaurati. Le indagini diagnostiche già pianificate lo confermeranno o meno e saranno inoltre indirizzate alla determinazione della tecnica di produzione ed alla progettazione dell’intervento di restauro.

2. Anjia Tomb, Northen Zhou Dinasty (579 a.C.), Distretto di Xi’an: altare funerario lapideo policromo con iconografia di influenza dall’Asia Minore. Rappresenta l’unico ritrovamento del genere in Cina ed è attualmente conservato presso le sicure dell’Istituto di Archeologia di Xi’an, sotto stretta sorveglianza, visto l’elevato valore storico e scientifico che riveste nella comprensione dei rapporti culturali tra Cina ed Asia Minore.

3. Dong Yue Temple, Dinastia Ming, Distretto di Xi’an. Dipinti murali di grande rilevanza in cattivo stato di conservazione. Le problematiche sono simili al primo caso ma l’importanza del sito è decisamente minore.

La particolarità di questo progetto risiede nel fatto che, come è noto, in Cina non è conosciuta la tecnica dell’affresco, pur avendo una pittura muraria di cui non esistono documenti e testi che rimandino le modalità.
Fonte: Redazione
Autore: Redazione
Cronologia: Arch. Orientale

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