CERRETO SANNITA (Bn). Proseguono gli scavi della vecchia Cerreto.

Pubblicato il : 30 Dicembre 2012

Continuano con sempre maggior vigore gli scavi in località Cerreto Vecchio, miranti a portare alla luce reperti importantissimi di quella che era la cittadina antica di Cerreto, rasa al suolo dal terremoto del 1688. L’assessore ai Lavori Pubblici Ciro Merolla ci parla del protocollo firmato con la Sovrintendenza e della succcessiva apertura degli scavi, che dovrebbero portare alla luce la antica Chiesa Madre, mentre parallelamente è cominciata anche l’opera di recupero dell’antica torre, unico manufatto architettonico che resistette alla tremenda scossa tellurica del 1688.
«I lavori stanno procedendo con solerzia ed efficacia – afferma Merolla – poichè già sono stati individuati i piani di calpestio sui quali fu edificata la Cerreto Antica, che dovrebbe conservare, oltre alla Chiesa Madre, anche un fitto tessuto edilizio, costruito secondo le modalità costruttive del tempo, ossia del XVII secolo».
L’obiettivo è quello di costituire a Cerreto un altro polo di attrazione turistica, visto che l’affluenza di visitatori per quanto riguarda l’importante settore dell’artigianato della ceramica è già altissima, ma per lo più cositutita da turismo mordi e fuggi, mentre, se si riuscisse a portare alla luce un gran numero di reperti archeologici appartenenti al tessuto edilizio della Cerreto del 1600, con molta probabilità si riuscirebbe a creare un turismo stanziale, con conseguente ritorno economico per le casse dei ristoratori e degli albergatori di tutta la zona.
Il progetto di recupero della torre antica, già in atto, procede con molta cautela perchè è stato necessario prima di tutto individuare un’impresa esperta in restauro conservativo, ossia quel tipo di intervento che tende a preservare le caratteristiche costruttive e i segni architettonici propri dell’opera su cui si va ad intervenire, e in una seconda fase agire con materiali particolari, non facilmente reperibili in situ, che permettano parallelamente di migliorare la stasticità del reperto, senza essere invasivi nei confronti degli antichi materiali con cui è costruita la torre.

Fonte: Il Mattino, 12 ott 2012

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