Archivi

CASTELNUOVO GARFAGNANA (Lu). Il Comune riscopre i bagni romani.

Recuperare l’acqua termale e il sito archeologico sia per l’importanza storica che per valenze future.
È questo l’obiettivo dell’amministrazione comunale che assieme al circolo culturale Garfagnana vuole lanciare un forte messaggio per recuperare i bagni “Romani” di Torrite: «Domattina effettueremo una visita guidata ai bagni – spiega il sindaco Bonaldi – vedremo le grotte e presto inizieranno degli scavi archeologici per capire a che epoca risalgono esattamente. I primi dati parlano del 1500, ma qualcuno attribuisce la costruzione ai tempi dei romani».
Le rovine sono situate nei pressi della centrale Enel di Torrite, le prime note storiche sono voci popolari che vogliono i Romani costruttori e poi, nell’XI secolo, la contessa Matilde di Canossa.
«Il nostro obiettivo è recuperare il sito con l’aiuto di Enel e del professor Nardi, uno dei primi ad analizzare quelle acque – continua Bonaldi – l’acqua calda c’è ancora ed ha certamente delle particolari caratteristiche termali quindi con la grande disponibilità di Enel e il contributo del ministero dei beni culturali vogliamo riportare alla luce la fonte e poi vedremo se sarà possibile avanzare altri progetti. Anche il sito archeologico ha una valenza storica visto che come minimo risale al medioevo e inoltre, per molte famiglie di Torrite, come la mia, a quelle grotte sono legati ricordi importanti della seconda guerra mondiale. I bagni furono allora usati come rifugi come sappiamo da varie testimonianze ed anche da oggetti che sono stati rinvenuti nelle grotte».
Nel 1580 Alfonso II, duca d’Este, dalla Fortezza di Mont’Alfonso scende a visitare gli antichi bagni ed ordina alcuni lavori di manutenzione che vengono poi ripetuti circa 100 anni dopo ad opera della popolazione di Castelnuovo e nel 1707 una visita del naturalista garfagnino Antonio Vallisneri esalta le terme e le proprietà dell’acqua.
Nel secondo dopo guerra iniziano i lavori per la grande galleria di scarico della centrale Enel di Torrite e in questa occasione viene rintracciata l’acqua termale che però viene abbandonata all’interno della galleria stessa.
Negli anni Ottanta, l’amministrazione decide di eseguire analisi approfondite sulle acque e nel 1982 una ricerca idrogeologica indica l’area del bagno come una zona nella quale è possibile reperire acque sia per la rete idropotabile sia le acque termali.
Adesso le piene del fiume minacciano di distruggere quel poco che è rimasto e per rendere consapevole la popolazione dello stato documento di questo antico sito, sabato e domenica sarà possibile effettuare delle visite guidate.


Fonte: Il Tirreno 24/08/2007
Autore: Luca Dini

Segnala la tua notizia