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ROMA. A Castel di Guido riemerge una villa romana con mosaici ed una statua in marmo.

Un’importante villa suburbana di età imperiale, tra le più estese mai attestate, è riemersa durante le indagini archeologiche condotte dalla Soprintendenza Speciale di Roma del Ministero della Cultura, restituendo un raffinato contesto di decorazioni pittoriche e musive, oltre a una statua in marmo bianco.
Le indagini sono state condotte in seguito alla segnalazione di uno scavo abusivo nella tenuta agricola di Castel di Guido, località situata lungo la via Aurelia, poco distante dal Grande Raccordo Anulare in direzione nord-ovest verso la costa.

«In pochi giorni, ha detto il ministro della Cultura Alessandro Giuli, i funzionari del Ministero della Cultura, in collaborazione con i Carabinieri, hanno bloccato un intervento clandestino, messo in sicurezza un’area archeologica, portato alla luce i resti di una splendida villa di epoca imperiale nella campagna romana in cui si trovavano le residenze imperiali della dinastia antonina. Un intervento esemplare di tutela e ricerca che esprime il profondo legame tra le Soprintendenze e il territorio, che si conclude con un open day, un’apertura dello scavo ai cittadini per restituire loro la storia della città».

Le indagini, condotte con la direzione scientifica dell’archeologa della Soprintendenza Alessia Contino, hanno portato alla luce ambienti molto ben conservati, mosaici e intonaci dipinti e l’atrio d’ingresso della villa con un sontuoso impluvium centrale.
Delle quattro stanze individuate, tre conservano ancora parte del mosaico pavimentale: il primo è a tessere bianche e nere con nove riquadri decorati con motivi geometrici, il secondo reca un motivo a ottagoni neri su fondo bianco, il terzo presenta rettangoli neri dai lati concavi e convessi. A lato della terza stanza, che conserva solo parzialmente il piano pavimentale, sono stati individuati una vasca e un altro ambiente non ancora scavato, forse parte di uno spazio adibito ad attività produttive o agricole.
Tra i reperti emersi figurano una statua frammentaria con rappresentato un personaggio con la barba, probabilmente il dio Silvano, divinità agreste legata al mondo rurale, che trasporta un piccolo animale domestico, forse un vitello o un maialino.

«La scoperta della villa romana a Castel di Guido, commenta Daniela Porro, soprintendente Speciale di Roma, dimostra non solo l’eccezionale ricchezza archeologica della nostra città anche fuori dal centro storico, ma anche l’efficacia di una tutela fondata sulla cooperazione e sulla prontezza d’intervento».
La qualità dei mosaici e degli affreschi ritrovati farebbe pensare ad una residenza romana di alto rango, di proprietà di aristocratici romani o addirittura di membri della famiglia imperiale. Sorge infatti nell’area dell’antica proprietà imperiale di Lorium, una stazione di posta al XII miglio della Via Aurelia, ricordata dalle fonti anche come sede del palazzo imperiale degli Antonini, particolarmente caro ad Antonino Pio che vi trascorse la sua fanciullezza.
Queste decorazioni pavimentali e parietali si diffondono, inoltre, nelle ville a partire dalla prima metà del I secolo d.C. Questo lascerebbe immaginare che l’edificio sia stato progressivamente abbandonato a partire dal III secolo, e quindi nello stesso periodo in cui la famiglia imperiale lasciava questi luoghi.

Autore: Samantha De Martin

Fonte: www.ilgiornaledellarte.com 15 giugno 2026

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