Sandrino Luigi MARRA, Regolamentazione dell’uso delle acque in un comune del meridione di Italia 1809-1939.

Pubblicato il : 24 Dicembre 2018
acque

L’uso delle acque pubbliche ovunque e dovunque ha sempre creato dissapori, litigi, contenziosi di vario genere, ed in passato ove spesso lungo i corsi di fiumi e torrenti vi erano impianti produttivi che funzionavano con la forza motrice di origine idraulica, le dinamiche di uso erano oltremodo complesse e nel tempo abbisognarono di una regolamentazione particolare, oltre ad una sorveglianza costante da parte dei comuni dell’uso e dello sfruttamento delle stesse.
Un esempio particolare era il Torano a Piedimonte di Alife (oggi Matese), il quale nel suo corso e lungo il suo letto ospitava diverse attività legate alla forza motrice idraulica. Mulini, piccole attività artigianali per la lavorazione della carta, ma in particolare il cotonificio di Piedimonte che sfruttava la forza motrice generate dalle acque del Torano per far funzionare le proprie macchine, le quali nel 1845 ammontavano a 170 telai meccanici modello Jacquard mossi da tale energia, con un impiego complessivo di 1200 operai tra uomini e donne. Ma queste non erano le uniche attività che ne facevano uso, poiché con la stessa forza motrice per decenni funzionarono segherie idrauliche, ben 4 diversi molini, due cartiere, alcune concerie, diverse piccole industrie per la lavorazione della lana, di panni di lino, ed anche tintorie e gualcherie, ma in particolare le acque erano usate come ancora oggi per l’irrigazione dei campi. In questa attività le acque del Torano venivano irreggimentate in un dedalo di canali e canaletti che offrivano la possibilità di irrigare campi anche lontani alcuni chilometri dal letto stesso. Tale sistema era poi gestito dalla amministrazione del comune, attraverso dei regolamenti, con la sorveglianza della distribuzione delle acque affidata al corpo di polizia municipale ed il pagamento di una tassa di uso. Nel caso del Torano che attraversava più di un comune, il regolamento veniva strutturato dai rappresentanti dei comuni stessi toccati dalle acque del torrente, riferendosi comunque ad un regolamento legislativo regnicolo. In questo caso specifico, ovvero il Torano parliamo di un torrente che aveva al tempo, come oggi anche se irreggimentata, una portata di acqua che variava da 1000 a 2500 litri al secondo, ben sufficiente nel XIX° secolo all’uso ed alla bisogna industriale ed agricola.,,

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Autore: Sandrino Luigi Marra – slmarra@libero.it

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