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ROMA. Spuntano ad Ardea tombe di 2mila anni fa.

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Il sottosuolo di Ardea continua a regalare sorprese, facendo emergere tracce di un passato ancora tutto da scoprire. Lo testimoniano le due tombe “a cappuccina” ritrovare nei giorni scorsi durante il restauro della rupe tufacea su cui poggia il centro storico di Ardea.
I cantieri, aperti lo scorso luglio, sono gestiti direttamente dalla Regione, che ha investito 750mila euro per l’intervento. Scavando ai piedi della rupe, a circa un metro di profondità sono stati rinvenuti due ambienti scavati nella roccia, databili all’età del ferro, quando Ardea dominava su tutta quella zona. I sepolcri erano tuttavia vuoti, probabilmente ripuliti dai “tombaroli” che specialmente tra gli anni cinquanta e sessanta hanno scavato un po’ ovunque per vendere sul mercato nero ogni oggetto rinvenuto.
Immediatamente è stata coinvolta la Soprintendenza per i beni archeologici, che ha mappato il ritrovamento, decidendo poi di richiudere l’area e di proseguire i lavori di restauro. Uno stop di qualche settimana che ha comunque messo in evidenza, ancora una volta, il grande patrimonio archeologico inesplorato di Ardea.
La rupe di tufo, che da sempre caratterizza la città dal punto di vista paesaggistico, è costellata di grotte e cunicoli risalenti al quinto secolo avanti Cristo. Alcuni sono visibili transitando per via Santa Marina, la strada che porta sulla Laurentina, altri sono nella parte nord occidentale della rocca. Inizialmente ritenute semplici tombe, solo negli anni ottanta è stato confermato che invece si trattava di concerie per la lavorazione delle pelli, vecchie di 2.400 anni.
Le mura del IV secolo avanti Cristo, citate anche da Virgilio nell’Eneide coprono una fortificazione più antica e conservano le testimonianze di numerosi restauri che nel corso dei secoli sono stati fatti per evitare rovine e crolli, attualmente sempre più imminenti per l’evidente “spanciamento” di tutta la struttura, con gravi conseguenze per la sicurezza. Attualmente una transenna evita che le auto parcheggino troppo a ridosso delle mura, proprio per evitare che le frequenti cadute di massi possano danneggiare le auto.
Nel centro storico di Ardea, accanto e sotto l’edificio della scuola primaria intitolata a Giacomo Manzù ci sono le testimonianze del passato più antico della città dei Rutuli a partire dalla preistoria.
Sotto la scuola passa l’antica strada con i basoli di selce che si diramava dalla porta delle mura. Nel terreno accanto alla palestra ci sono le fondazioni di un’antica casa di Ardea abitata dal quarto al primo secolo a. C. e un’intricata rete di cunicoli. Senza contare i siti archeologici di Casarinaccio e Castrum Inui, il tempio delle Noci e l’oratorio cristiano ipogeo, luoghi che potrebbero determinare un rilancio in chiave turistica di Ardea.

Autore: Stefano Cortelletti

Fonte: www.ilmessaggero.it, 25 gen 2020

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