Al Museo dell’Arte Classica della Sapienza un nuovo percorso espositivo per esplorare il tema della pace. Al suo interno la sezione contemporanea “Costruire la pace. Storie antiche, urgenze presenti”
Mostra a cura di Massimiliano Papini (con Sara Ruia; Irene Sofia Scifoni; Giulia Rampiconi; Giacomo Presciuttini; Tommaso Sambuco; Federico Raimondi). Sezione contemporanea a cura di Irene Baldriga (con Ashanti Soleil Bernardini, Francesca Di Lupo, Carolina Sala, Giada Torresan, Alessandro Francesca, Matteo Hung Morosetti).

Il percorso tematico si articola in un itinerario continuo di venticinque tappe con calchi e punti di interesse selezionati con lo scopo di raccontare attraverso l’arte, la religione e la letteratura, gli aspetti della cultura greca legati alle dinamiche della guerra ed alla ricerca continua della pace. Le sculture che compongono l’itinerario sono testimonianze di come l’umanità abbia cercato, nel tempo, di dare forma al desiderio di pace a partire dalla tragica realtà dello scontro. Il progetto complessivo restituisce l’estrema attualità del tema anche grazie all’integrazione della mostra con la sezione contemporanea “Costruire la pace. Storie antiche, urgenze presenti”, in cui sono stati chiamati a confrontarsi con i medesimi temi giovani artisti emergenti, a cura della docente di Museologia, politiche del museo e didattica del museo, nonché Delegata per il Public Engagement, Irene Baldriga.
“Questa mostra ribadisce con forza il ruolo dei musei universitari come presìdi di elaborazione critica sulle grandi urgenze del nostro tempo, a partire dalla costruzione della pace. Su questo terreno – dichiara la Rettrice Antonella Polimeni – l’impegno della Sapienza si è tradotto in azioni continuative e concrete, come l’attivazione di corridoi umanitari per studenti rifugiati e l’accoglienza di studiosi provenienti da contesti di conflitto, affiancate da iniziative aperte alla cittadinanza. Progetti come questo valorizzano la conoscenza quale leva per sviluppare pensiero critico e promuovere una cultura del dialogo. La rilettura delle nostre radici e della tradizione classica, ambito in cui l’Ateneo esprime una riconosciuta eccellenza a livello internazionale, rappresenta un passaggio essenziale per consolidare una cultura della pace più consapevole e duratura.”

Realizzato grazie a un lungo e complesso studio scientifico e alla creatività di sei studentesse e studenti del corso di laurea triennale e magistrale in Scienze archeologiche, l’itinerario della mostra propone racconti spesso poco noti di pace e guerra, nonché vicende lontane nel tempo: si parte dalla Gigantomachia e dalla Presa di Troia nei frontoni del VI secolo a.C., passando per il Doriforo, per le Amazzoni e le sale di Olimpia e di Pergamo, fino alla Nike di Samotracia e all’Ares realizzato dall’allievo di Fidia Alcamene. Menzione speciale per la Eirene di Cefisodoto, il padre di Prassitele, che tiene tra le braccia Ploutos: è lei il simbolo per eccellenza della pace, l’aspirazione massima a cui tendere, che viene posta in rapporto diretto con la prosperità e il benessere dei popoli. A concludere il cammino del visitatore, un brano antico che descrive un’opera mai giunta ai posteri, il dipinto di Apelle con una particolare personificazione: la Guerra finalmente avvinta.
La prospettiva che indaga la classicità greca è declinata in funzione del presente nella sezione contemporanea “Costruire la pace. Storie antiche, urgenze presenti”, giunta a compimento nell’ambito di un laboratorio didattico, con il contributo di sei studentesse e studenti del corso di laurea magistrale in Storia dell’arte. L’intuizione di sottolineare il rapporto tra ‘antichi’ e ‘moderni’, ha preso forma in un percorso espositivo inedito, composto da venti opere di artisti contemporanei invitati a riflettere sulla natura della pace: gli artisti offrono allo sguardo del pubblico suggestioni e provocazioni, speranze, possibili strade per disegnare un nuovo orizzonte, l’idea – a cui non si può rinunciare – di un futuro senza guerra. Le opere esposte sono state selezionate attraverso un bando pubblico internazionale, insieme ad altre firmate da autorevoli protagonisti della scena artistica (Michelangelo Pistoletto e Paolo Pellegrin) e si inseriscono armonicamente all’interno di alcune sale dedicate ai maestri e ai monumenti più celebri del mondo ‘classico’.

“Con questa sezione vogliamo stimolare una riflessione autentica sulle tragedie del nostro presente, senza posizionamenti ideologici o faziosità, e sulle possibili alternative da perseguire – spiega Irene Baldriga – Attraverso una varietà di linguaggi, tecniche e materiali, gli artisti offrono allo sguardo del pubblico suggestioni e provocazioni, speranze, possibili strade per disegnare un nuovo orizzonte. Inoltre, in coerenza con l’approccio corale e partecipativo che ha animato l’intero progetto, i visitatori saranno invitati a lasciare pensieri e proposte che gli organizzatori si impegnano a diffondere e a far confluire nel patrimonio di un Laboratorio permanente per la pace”.
Il Museo dell’Arte Classica è oggi parte del Polo Museale Sapienza Cultura. È stato fondato da Emanuel Löwy, docente di Archeologia e Storia dell’arte antica sin dal 1890 presso l’Università di Roma. Nel tempo, il patrimonio si è ampliato sino a trasformare il Museo nella gipsoteca di arte antica più grande in Italia, con circa 1200 calchi esposti. Aggiunge Massimiliano Papini: “Proprio il grande numero di statue ha favorito l’idea di un’esposizione tematica trasversale in grado di abbracciare l’intera collezione, un esperimento sinora mai tentato nell’ormai lunga storia della raccolta, ma che rispecchia la vocazione educativa dell’università e avvicina i visitatori alle strutture più profonde del pensiero greco-romano”.

Info:
Sapienza Università di Roma – Museo dell’Arte Classica – edificio di Lettere – piazzale Aldo Moro 5, Roma
Sito web: https://polomuseale.web.uniroma1.it/it/museo-dellarte-classica – stampa@uniroma1.it
dal 6 maggio 2026 al 10 gennaio 2027 – apertura al pubblico dal lunedì al venerdì, dalle 9.00-18.30
Ingresso gratuito

Immagini:
I titoli delle foto sono riferiti ai credits; in particolare, per la sezione contemporanea:
fig. 1 Costruire la Pace: Giovanni Longo, Collapse / Per gentile concessione dell’artista / Foto: Alice Ciccarese
fig. 2 Costruire la Pace: Alfonso Isonzo, La Scelta / Per gentile concessione dell’artista / Foto: Alice Ciccarese








