ONIFERI (Nu): Necropoli depredata con lo scalpello.

Pubblicato il : 20 Ottobre 2005

L’archeologa Maria Ausilia Fadda ha presentato una denuncia ai carabinieri. Rubata da Sas Concas una lastra con incisioni prenuragiche. Con lo scalpello hanno staccato dalla domus de janas una lastra con un disegno prenuragico. La Sovrintendenza Intima: chiudete la grotta.

Un’incursione vandalica ha danneggiato la tomba dell’Emiciclo, il monumento più importante della necropoli di “Sas concas”. Dalla parete rocciosa mani ignote hanno staccato con martello e scalpello una lastra di 30 centimetri per 40 che portava incisi rari petroglifi, ovvero figure umane stilizzate e capovolte, disegni simbolo dell’arte funeraria prenura-gica. Dopo le segnalazioni dei giorni corsi, ieri mattina l’archeologa della Soprintendenza Maria Ausilia Fadda ha compiuto un sopralluogo nelle domus de janas, verificato i danni e fatto la denuncia ai carabinieri.

IL MONUMENTO. La necropoli è un complesso di una decina di ipogei scavati nella roccia vulcanica che affiora su un lato della strada diretta a Oniferi. A pochi chilometri dal paese, le domus de janas sono ben visibili. E raggiungibili attraverso un breve sentiero. Il raid dei vandali ha preso di mira la tomba più importante e ampia, articolata in tre camerette, scavate a mezza costa nella roccia. Un anno fa il lavoro di restauro realizzato dalla Soprintendenza l’aveva ripulita dalle erbacce e protetta dall’azione insidiosa dell’acqua che filtrava dal soffitto. I tombaroli hanno scelto quel monumento perché nelle pareti sono disegnate figure antropomorfe a testa in giù. “Rappresentano il contrario della vita: indicano che siamo di fronte a un monumento funerario”, spiega Maria Ausilia Fadda che ha trovato raffigurazioni simili anche in altri ipogei del Nuorese, come a Or-gosolo e Mamoiada. Si tratta, comunque, di immagini diffuse in Italia e in tutta l’Europa occidentale.

I DANNI. I vandali hanno tagliato una lastra di 4-5 centimetri di spessore: c’era un’incisione che aveva una rara forma di farfalla. Il loro raid probabilmente non è finito. Hanno lasciato traccia dei preparativi necessari a compiere un altro blitz nell’ala destra della stessa tomba.

L’APPELLO. Visto l’alto rischio a cui la domus è esposta, l’archeologa lancia l’appello. “Sollecito Comune e Comunità montana a chiudere la tomba con un cancello in modo che nessuno possa entrare, almeno per evitare che possa essere ulteriormente danneggiata. So che questo non piacerà. Ma bisogna salvare il salvabile. Sono sconcertata”, dice Maria Ausilia Fadda. Per la necropoli di “Sas Concas”, l’assessore ai Beni culturali della comunità montana del Nuorese, Gianfranca Salis, aveva in programma un progetto di valorizzazione, sfumato però a causa di problemi legati alla proprietà dell’area. Prevedeva la sistemazione del sentiero e l’illuminazione delle tombe. L’intervento, alla fine, si è limitato alla pulizia e agli scavi curati dalla Soprintendenza.

Fonte: L’Unione Sarda 30/07/05
Autore: Marilena Orumesu

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