MILETO (Turchia). I tedeschi cercano le prove archeologiche della nascita del logos.

Pubblicato il : 29 Novembre 2006

“La scoperta della ragione — l’origine della cultura occidentale nella Grecia antica” si legge sulla copertina del settimanale tedesco Spiegel in edicola. L’illustrazione è stata affidata all’artista americano Dan Craig che sul capitello di una colonna ionica ha radunato il filosofo Anassimandro, l’astronomo Talete, l’architetto Ippodamo, il geografo Ecateo, la poetessa Saffo, il fisico Leucippo e il matematico Pitagora.
Eccetto quest’ultimo e Saffo, gli altri cinque hanno una cosa in comune: tutti vivevano a Mileto, antica colonia greca sulla costa dell’Anatolia, a sud dell’attuale Izmir.
Lì, nel 750 avanti Cristo, c’è stato il grande big bang, lo squarcio delle tenebre. “L’oriente era intontito dalla religione — l’oppio per il popolo — praticata attraverso culti estatici che davano all’uomo un sostegno interiore e lo fondevano in una grande comunità” si legge nell’ampio dossier firmato da Matthias Schulz.
“Gli assiri avevano oltre cento idoli. Gli egizi erano considerati il popolo più religioso di tutta l’antichità”.
Ai greci interessava altro però. “Mentre i contadini a oriente se ne stavano seduti tranquilli sulle rive dell’Eufrate e del Nilo, i greci erano spinti alla conquista di nuove terre”.
Quelle vicine, sulle coste mediterranee, ma anche su su fino in Georgia e Ucraina. “Gli studiosi — così scrive lo Spiegel — hanno sempre teso a spiegare questa conquista vittoriosa guardando verso Atene.
Certo lì, ad Atene, ai piedi dell’Acropoli sono state poste le basi per la democrazia… ma molte delle conquiste della capitale, così si scopre adesso, hanno le loro radici altrove”. A Mileto appunto, dove ora un gruppo di sessanta studiosi tedeschi guidati da Volkmar von Graeve dell’Università di Gòttingen sta cercando di riportare alla luce l’insediamento.
E’ qui, così giura il professore, che si trova non solo la tomba di Talete (di cui si stanno ancora cercando i resti) ma la culla intera della nostra civiltà. E’ a Mileto, per citare egel che “si trovava tutta una galleria di eroi della ragione pensante”.
La geometria, la geografia e la filosofia hanno visto qui la luce. Se i fenici cercavano punti di appoggio per i loro commerci, i greci volevano invece costituire comunità autarchiche, polis.
Si potrebbe parlare di una sinergia ante litteram finalizzata alla conoscenza materiale del mondo accompagnata dalla loro arma più efficace: il logos.
Secondo i ricercatori questa “metropoli culturale” contava sessantamila abitanti e, trovandosi sulla punta di una lingua di terra, all’ingresso di un fiordo (ora completamente interrato), disponeva di ben quattro porti.
I nuovi colonizzatori non erano certo indifferenti al culto religioso, tant’è che nella ricostruzione della pianta originale, si è individuata anche una strada sacra di quindici chilometri verso ovest, culminante nel più imponente tempio oracolo, lungo centodiciotto metri.
Ma ancora più assetati erano di sapere. Per questo, scrive Schulz, “se l’occidente oggi costruisce razzi e studia i buchi neri lo deve a nessun altro se non a Talete cittadino di Mileto”.
E non solo. Ritorniamo alle licenze artistiche che il pittore Craig si è preso per la copertina dello Spiegel: lì si vede Leucippo in posizione plastica davanti al simbolo dell’atomo, Ecateo regge invece un mappamondo mentre Pitagora annota in un libro i suoi triangoli e teoremi… invenzioni di là da venire, ma che senza le loro intuizioni, non ci avrebbero condotto lì dove oggi ci troviamo.
E’ a Mileto nel lontano 750 a. C. che “est e ovest hanno cominciato a separarsi. Oggi, quella frattura si è trasformata in un abisso. A scontrarsi la sete di sapere occidentale contro la forza della fede orientale. Un fronte più che mai aperto”.


Fonte: Il Foglio 28/11/2006
Autore: Andrea Affaticati
Cronologia: Arch. Greca

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