LONDRA. British Museum, studente italiano scopre frammenti templi antica Grecia.

Pubblicato il : 5 Aprile 2020

Nei magazzini del British Museum di Londra sono custoditi frammenti di manufatti attribuibili a celebri templi dell’antica Grecia, come quello di Apollo a Daphni, situato lungo la Via sacra che collegava Atene al santuario di Eleusi, giunti nella capitale inglese insieme ai leggendari marmi del Partenone acquistati da Lord Thomas Bruce, conte di Elgin, agli inizi del 1800.
La scoperta si deve a un dottorando della Scuola Normale di Pisa, Giuseppe Rignanese, 31 anni, nato a Manfredonia (Foggia), perfezionando in archeologia e storia dell’arte greca e romana, che ha riportato alla luce architetture di templi greci e che sta predisponendo un’edizione aggiornata del catalogo dei manufatti antichi che si trovano presso la prestigiosa istituzione britannica.
La ricerca, concentrata in un primo momento sui materiali provenienti da Atene e dall’Attica e conservati nei magazzini del museo londinese, ha portato all’individuazione di partiture architettoniche, alcune delle quali furono acquisite dall’architetto Henry William Inwood e da Lord Elgin, riferibili, grazie all’analisi condotta da Rignanese, ad alcuni celebri templi attici non più attestati in loco e trascurati nella letteratura scientifica.
Non è questa l’unica scoperta nei magazzini del British Museum da parte di Rignanese, al quale è stato affidato il catalogo dei materiali architettonici dell’antica Grecia.
“È per me un onore – afferma Rignanese – potermi cimentare con lo studio di tali manufatti, la cui unica e parziale edizione risale ai cataloghi di A.H. Smith di fine ‘800. Grazie anche allo studio dell’archivio, sarà possibile fornire un catalogo aggiornato di tali reperti, al fine di ridiscuterne le cronologie, le attribuzioni ai rispettivi monumenti e le provenienze. Gli esemplari da me individuati – dichiara lo studente – permetteranno di far luce su alcuni aspetti della storia dell’edilizia ateniese con conseguenti implicazioni sulle conoscenze topografiche della Polis”.
Il lavoro, iniziato a febbraio scorso e coordinato in tutte le sue fasi da Peter Higgs, senior curator del Greek and Roman Department del British Museum, è stato interrotto a causa dello scoppio del Covid-19 e riprenderà non appena terminerà l’emergenza sanitaria.
“Abbiamo ritenuto che Giuseppe Rignanese potesse aggiornare il catalogo di Smith in maniera sistematica, viste le sue grandi competenze nella storia dell’architettura antica – dichiara Higgs – Già in passato, ho affidato lo studio di importanti materiali della nostra collezione agli allievi di Gianfranco Adornato, professore del Corso di Archeologia e Storia dell’arte greca e romana della Scuola Normale, che si sono cimentati con altrettanta bravura. Rignanese ha iniziato la ricerca dai nostri databases e depositi ed è riuscito in poco tempo a individuare confronti puntuali in altre collezioni e a risalire alla provenienza o addirittura ai contesti”.
“Così – spiega Higgs – sono rimasto estremamente colpito dalla sua ricerca, dalle sue abilità di osservazione e dalla maniera con cui si approccia alle questioni. La sua abilità va oltre la ricerca e va di pari passo con le sue capacità di disegno e interpretazione dei materiali e le sue competenze nella ricostruzione digitale dei frammenti. Tutto questo lavoro avrà un grande impatto nel campo dell’architettura antica ed è degno di pubblicazione. Sosterremo e assisteremo Giuseppe Rignanese in questo progetto in ogni modo possibile”.
Ancora oggi, dopo oltre 250 anni dalla sua fondazione, le collezioni d’antichità del British Museum rappresentano un contesto ideale di ricerca per ogni generazione di studenti e di studiosi, una miniera di preziose informazioni sui materiali, un luogo dove analizzare di prima mano (e non solo virtualmente) gli oggetti con il supporto dell’ottimo catalogo online, che in tempi di Covid-19 è decisamente un valore aggiunto.

Autore: Paolo Martini

Fonte: www.adnkronos.com, 2 apr 2020

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