ITALIA. un software per decifrare le enigmatiche tavolette dell’età del bronzo.

Pubblicato il : 13 Marzo 2009

Sono poco più grandi di un moderno cellulare, e per provare a svelarne il segreto è stato utilizzato un software spesso utilizzato anche da Scotland Yard nelle sue indagini.
Stiamo parlando delle enigmatiche tavolette dell’età del bronzo, distribuite in un’area che comprende gran parte dell’Europa centro-orientale fino ai Carpazi e al Basso Danubio, con una particolare concentrazione nella Lombardia orientale e nella zona del lago di Garda, considerata dagli studiosi come la probabile area di provenienza originaria di questi oggetti (oltre 120 delle 131 tavolette italiane sono presenti nella Lombardia Orientale mentre circa 150 sono distribuiti nei rimanenti paesi europei coinvolti).

L’uso di queste tavolette – in gran parte in teraccotta, con impressi segni a crudo, ripetuti in sequenze con significati ben precisi, seppur non ancora decodificati – va dal Bronzo Antico evoluto (ca. 2100 a.c.) fino al Bronzo Medio avanzato (ca. 1400 a.c.), e la serie di segni/simboli impressi disposti su sottili righe orizzontali incise, sono molto simili tra loro sia nella forma sia nella disposizione, pur diffondendosi in aree molto distanti le une dalle altre.

Ora lo studio di questi oggetti sembra essere arrivato a un punto di svolta, grazie a un progetto ispirato dal prof. Adalberto Piccoli, direttore del Museo Archeologico dell’alto Mantovano di Cavriana, con la collaborazione dell’Istituto di Linguistica, Letteratura e Scienze della Comunicazione dell’Università di Verona ed il Dipartimento di Optoelettronica dell’Università di Brescia. Quest’ultimo si occupa soprattutto di effettuare scansioni tridimensionali dei reperti per verificare le tecniche di lavorazione, le eventuali ripetizioni di segni, la sovrapponibilità delle impressioni stesse.

Un censimento a livello europeo di tutte le tavolette conosciute ha permesso di individuare oltre 300 esemplari. Nel giugno 2008 è stato inaugurato il sito internet, sul quale sono state inserite le schede di tutti gli esemplari conosciuti e che viene continuamente implementato con tutti i dati disponibili.

Rimane un ultimo, decisivo mistero: quale il significato di queste misteriose tavolette? L’uso di un software elaborato dalla romana Semeion ha permesso di individuare con buona approssimazione nella zona del lago di Garda la loro area di origine, ma sul loro uso gli studiosi sono divisi: «Alcuni pensano ad oggetti rituali, ma molto più probabilmente – spiega la dottoressa Annamaria Ravagnan, responsabile del progetto per la Regione Lombardia – si tratta di oggetti per facilitare lo scambio di merci, una sorta di “ricevuta” in pietra che portava impressi quantitativi e tipo delle merci scambiate».

Un’ipotesi che ora chiede al web e ai software del Terzo Millennio la sua conferma.


Fonte: Il Sole – 24 Ore 26/02/2009
Autore: Dario Ricci

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