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Rachele INFASCELLI. I Principi etruschi e la loro ascesa durante l’orientalizzante.

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Generalmente si fa coincidere l’età dei principi con l’ Orientalizzante antico (ultimo quarto VIII secolo/primo quarto VII secolo a.C.) e medio ( secondo-terzo quarto VII secolo/primo quarto VI secolo a.C.).

Il fenomeno principesco è in genere legato alla formazione di una struttura gentilizia della società, nota soprattutto per Roma e per il Lazio, che prevede la concentrazione della ricchezza nelle mani di poche famiglie che creano una struttura superfamiliare, al cui vertice si pone il principe.
In Lazio è presente anche una categoria di non consanguinei, i clientes, che possono aspirare ad essere gens attraverso due modalità: o in seguito ad una sconfitta in guerra; oppure in seguito all’adesione ad una gens in tempo di pace, rinunciando ai propri antenati (Lari e Penati) e acquisendo quelli della nuova gens. Restano comunque liberi, ma prestano servizio militare ed hanno anche altri obblighi.

Non sappiamo con certezza se questa siffatta struttura fosse presente anche in Etruria o sia un riflesso del mondo romano; le fonti che ne parlano sono poche.
Dionigi di Alicarnasso parla di una categoria servile simile ai penates tessalici, corrispondenti ai servi della gleba.
E’ discussa anche la cronologia della struttura economica e sociale che vede l’ascesa dei principi durante l’orientalizzante.
Molti studiosi asseriscono che alcuni aspetti, come i gentilizi, emergono con la fase finale della prima età del ferro.
Giovanni Colonna sostiene che durante l’Orientalizzante ci sia stato un miglioramento perché i gruppi gentilizi ,formatisi durante l’età del ferro, acquistano coscienza di sé e modificano l’ideologia e il processo di auto rappresentazione.
A Pontecagnano cambiano sia i corredi che le tipologie tombali, la cultura materiale e soprattutto la rappresentatività infantile, che nell’età del ferro è assente o poco rappresentata, mentre dall’orientalizzante è sempre rappresentata.
La cultura materiale etrusca cambia con l’arrivo di apporti greci e orientali, che spesso sono rielaborati proprio da parte di maestranze greche o orientali, ma talvolta sono assimilati anche da artigiani locali.
Secondo Bookner i manufatti sono opera di artigiani greci con la mediazione di Pithecusai.

elmobronzo_03Altra questione rilevante è la posizione sociale della donna, problema affrontato sia attraverso la lettura di fonti letterarie che di evidenze epigrafiche. Oggi è possibile affrontare suddetto problema anche solo con le evidenze archeologiche: il ruolo privilegiato è affidato alle tombe principesche, come la Tomba Regolini-Galassi di Cerveteri, il Tumulo della Pietrera di Vetulonia, la Tomba 70 di Acqua acetosa, la Tomba 101 di Castel di decima, la Tomba 2465 di Pontecagnano, che valorizzano la figura femminile.

Nei corredi sono spesso disponibili tracce degli antenati, che fungono da alternativa al sistema di segni principeschi, ma che proiettano anche la legittimazione della gens in un passato che diventa mitico, affidato proprio al ruolo degli antenati. Contesti per eccellenza sono il Tumulo della Pietrera, la Tomba di Casale marittimo, la Tomba delle 5 sedie di Cerveteri. In linea con questo revival del passato si possono citare anche gli acroteri del palazzo di Murlo.
pietrera_03Il palazzo di Murlo è importante anche per l’evoluzione dei poteri e delle funzioni che principi e principesse assumono, a differenza dell’età del ferro, durante il quale avevano solo potere militare.

Autore: Rachele Infascelli.

Fonte: SuperEva.it, 21/01/2010

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