G. DE FELICE, M. G. SIBILANO (a cura di), ARCHEOFOSS, open source, free software e open format …

Pubblicato il : 15 Febbraio 2012
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I temi della nuova prospettiva open nell’ambito delle ricerche archeologiche e dell’informatica sono stati discussi nel V workshop ArcheoFOSS, finalizzato a promuovere la cultura open source e del software libero applicati alla ricerca ‘umanistica’. Elevate sono infatti le potenzialità di lavoro interdisciplinare che offrono questi sistemi permettendo di partecipare alla creazione o al controllo degli strumenti software, di condividere in maniera libera i dati e preservarli attraverso formati comprensibili e non legati a proprietà specifiche oltre che consentire di risolvere o agevolare il problema della sopravvivenza dell’informazione digitale.
Nella prima sessione, dedicata all’OpenGeo, confluiscono i contributi che mettono in rapporto la realizzazione di infrastrutture informatiche e di software nei processi di ricerca archeologica legati al territorio e in particolare ai contesti topografici e ambientali (il progetto ‘Archeomap’ con la creazione su web di una infrastruttura che consente di ospitare dati della cultura materiale raccolti e catalogati per renderli visibili e fruibili dagli interessati; lo studio della sigillata africana in Italia settentrionale attraverso un software libero; un approfondimento sulle motte di un’area del Veneto tramite GIS; il progetto Castellum Vervassium collegato alle indagini svolte nel territorio della Predaia in Val di Non con applicazioni WebGIS; una proposta per una Carta Archeologica di Verona attraverso una realizzazione di un software in cui confluiscono i dati filtrati dalla ricerca universitaria).
Nella seconda sessione i temi discussi affrontano le problematiche della catalogazione, gestione e accessibilità ai Beni Culturali: l’esigenza di una nuova tipologia di database finalizzata alla documentazione e visualizzazione bidimensionale e tridimensionale dei frammenti architettonici (catalogo tridimensionale 3D-Data), la gestione in rete delle schede di Reperto Archeologico (XCCD – eXtended schede dell’Isitituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione) e di strumenti per l’analisi degli levati antichi e dell’edilizia storica (ArchDb). I concetti di valorizzazione e tutela vengono proposti attraverso la chiave di lettura basata sullo studio e quindi attraverso la possibilità di accesso ai materiali e alla documentazione archeologica oltre che da una gestione integrata delle informazioni (PostgreSQL/PostGIS: interfacce web per la comunicazioni dei dati di Firenze e Pratomagno).
La terza sessione, che chiude gli atti prima dei posters, presenta una serie di strumenti innovativi di restituzione grafica a partire dalla documentazione tridimensionale alla proposta di un metodo informatizzato di disegno archeologico, alla fruizione dei beni archeologici attraverso la sperimentazione di un ambiente 3D, al caso-studio e all’integrazione di un frammento di statua di Nettuno dalla città di Herdonia fino alla ricostruzione delle architetture minoiche di Haglia Triada a Creta.
La missione sociale dell’open source nei confronti dei Beni Culturali è quindi dimostrata grazie alla mole di informazioni che riesce a veicolare, tutte riconducibili ad un unico patrimonio che appartiene all’intera collettività.

Giuliano De Felice (Bari, 1971) è ricercatore in Archeologia cristiana e medievale all’Università di Foggia, dove insegna Informatica applicata ai Beni Culturali e Applicazioni informatiche all’archeologia. Coordina le attività del Laboratorio di Archeologia Digitale del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università di Foggia.
Maria Giuseppina Sibilano (Bari, 1976) è dottore di ricerca in Archeologia e Didattica dei Beni Culturali presso il Dipartimento di Scienze Umane dell’Università di Foggia dove svolge attività didattica, indagini sul campo e collabora alle attività del Laboratorio di Archeologia Digitale.

Indice:
Archeologia e informatica: una nuova prospettiva open, di Giuliano De Felice

I SESSIONE – OPENGEO
Il progetto Archeomap, di Matteo Onofrio Bovero;
Software libero nei processi di ricerca archeologica: l’applicazione allo studio della sigillata africana in Italia settentrionale, di Stefano Costa;
Lo studio delle Motte: un approccio tramite GIS di un’area del Veneto, di Simone Deola, Valeria Grazioli, Simone Pedron;
Progetto Castellum Vervassium. Lettura integrata di un territorio tra topografia classica e software FLOSS, di Lorenza Endrizzi, Matteo Frassine, Rupert Gietl, Giuseppe Naponiello, Nicoletta Pisu;
Proposta per una Carta Archeologica di Verona: un prototipo con software libero realizzato tramite alcune Tesi di Laurea, di Tecla Gottardi, Valeria Grazioli, Piergiovanna Grossi, Cecilia Zanetti, Elisa Zentilini;

II SESSIONE – CATALOGAZIONE, GESTIONE E ACCESSIBILITÀ AI BENI CULTURALI
Catalogo “Tridimensionale” 3D-Data, di Daniela De Mattia;
Il progetto SICAM/XCCD per la gestione in rete delle schede di catalogo, di Diego Gnesi Bartolani, Savino Petruzzelli;
ArchiDb: uno strumento open source per l’analisi degli elevati antichi, di Nunzia Maria Mangialardi, Maria Giuseppina Sibilano;
Tra valorizzazione e tutela: l’accesso a materiali e documentazione archeologica per motivi di studio, di Augusto Palombini, Andrea Schiappelli, Eleonora Zazza;
Un geo-database (PostgreSQL/PostGIS) ed alcune possibili interfacce web per la comunicazione dei dati archeologici: i casi di Firenze e del Pratomagno, di Emiliano Scampoli, Annica Sahlin;

III SESSIONE – STRUMENTI INNOVATIVI DI RESTITUZIONE GRAFICA
Computer Vision e Structure From Motion, nuove metodologie per la documentazione archeologica tridimensionale: un approccio aperto, di Alessandro Bezzi, Luca Bezzi, Ducke Benjamin;
Proposta per un metodo informatizzato di disegno archeologico, di Alessandro Bezzi, Luca Bezzi, Simone Cavalieri;
La Casa dei Pithoi a Serra di Vaglio. Una sperimentazione di ambiente 3D Open Source per la fruizione di beni archeologici, di Francesca Cantone, Angelo Chianese, Vincenzo Moscato, Saverio Serafino;
Open source per la gestione e conservazione della complessità dei dati. Il caso del Nettuno di Herdonia, di Andrea Fratta, Fabio Gagliardi;
Free to rebuild. Software open source per la ricostruzione virtuale delle architetture minoiche di Haghia Triada, Creta, di Filippo Stanco, Davide Tanasi, Giovanni Gallo;

POSTERS
L’impiego di mobile GIS open source in Archeologia. I progetti Tellus e Total Open Station, di Francesco de Virgilio;
Anastilosi virtuale dei luoghi di culto di Herdonia: il Tempio A e il Tempio B, di Giuseppina Dotoli, Angela Ricciardi;
Vias sternere con Open Street Map. L’idea di Roman Street Map (RSM): ipotesi preliminari, di Denis Francisci;
– “Paese che vai associazione che trovi”. Di come l’archeologo possa trarre vantaggio e contribuire al software libero e alla condivisione della conoscenza nel 2010, di Piergiovanna Grossi;
Software open source per la rappresentazione e l’analisi statistica dei dati in archeologia, di Giovanni Luca A. Pesce, Stefano Costa, Luca Bianconi;
OpenSim nella didattica dell’Archeologia, di Anna Rita Vizzari, Maria Grazia Fiore.

Info:
EDIPUGLIA Srl – Via Dalmazia, 22b – 70127 Santo Spirito (Ba)
tel. 0805333056 – ordini@edipuglia.it
Ed.2011, f.to 21×30, pp. 192, ill. b/n., bross. € 40,00
Per acquisto vai a: http://www.edipuglia.it/volume.php?id=664

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