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CREMONA. Gli scavi per il parcheggio sotto il Torrazzo.

Quando dalla terra dello scavo è emerso un pezzo di porfido, poi un altro, quindi un altro ancora, a Lynn Passi Pitcher, ispettrice della Sovrintendenza ai beni archeologici, sono tremate le gambe.
Le sono tornati alla mente gli scritti di Svetonio, il grande autore latino. L’ ispettrice si è consultata con Fabrizio Slavazzi, professore di archeologia romana all’ università di Milano. Il docente ha fugato ogni dubbio: «Sono i resti del corredo di Nerone». Nerone? A Cremona?
«Sembra incredibile, ma è proprio così – spiega la dottoressa Pitcher -. Svetonio scrive che Nerone aveva un’ autentica passione per il porfido, materiale molto difficile da modellare. Il corredo “di rappresentanza”, quello della Domus Aurea, non fu mai trovato. Alla morte di Nerone se ne impadronì Otone, erede designato, ma quando fu sconfitto da Vitellio perse anche il “tesoro”. Quindi, Vitellio si portò a Cremona alcuni dei gioielli del suo nemico, compreso il corredo di Nerone».
Il corredo di Nerone è una minima parte di quanto è stato rinvenuto a due passi dal Torrazzo. Dalla voragine è emersa una domus, di 60 metri di lato, con mosaici e suppellettili di finissima fattura. Incantevoli le «stanze di rappresentanza», dove il padrone della domus accoglieva gli ospiti. Qui sono stati rinvenuti affreschi azzurri raffiguranti dei volatili, e la casa è stata ribattezzata «Domus degli uccelli».
«Molti particolari di quelle stanze ricordano la domus Livia – racconta la Pitcher -. Nel giardino della casa, o meglio, in quello che rimane del giardino, è stata ritrovata anche la testa di una statua raffigurante Venere. E le somiglianze con la celebre “Venere capitolina” sono moltissime».
Il corredo di Nerone, però, non è completo. Di uno straordinario set di piatti e vasellame in porfido è rimasto solo un vaso, conservato al museo di Berlino, e alcuni cocci ripescati dal Tevere.
«Per cui – spiega la direttrice archeologa – mi aspetto e mi auguro di trovare altri elementi del corredo».
Sullo scavo incombe però una scadenza: entro il 2008 si dovrà realizzare il maxiparcheggio sotterraneo da oltre 500 posti. «I lavori per la realizzazione del parcheggio non si fermeranno – conclude la Pitcher – ma nemmeno gli scavi archeologici. Continueremo sperando di risolvere il vero mistero della Cremona romana: chi era il proprietario di questa straordinaria domus?».  
     


Fonte: Corriere della Sera 12/01/2007
Autore: Andrea Silla
Cronologia: Arch. Romana

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