BAGNARIA ARSA (Ud). Antiche tombe e fornaci romane.

Pubblicato il : 3 Giugno 2009

Il paese può riscrivere il suo passato. Sono giunti infatti i risultati delle recenti ricerche effettuate dagli esperti dell’università di Amburgo, che hanno utilizzato sofisticate attrezzature per sondare il terreno: nelle canpagne del paese sono celate antiche sepolture (oltre a quelle già riemerse nel 1980) e resti di formaci romane.

Interessanti le novità emerse dalla relazione rilasciata dal Deutsche Institut di Archeologia e dalla Roemische-Germanische Kommission di Francoforte sul Meno al termine di una serie di indagini geomagnetiche effettuate su una vasta area del territorio comunale da parte di una equipe dell’ateneo tedesco.

Le aree monitorate nel mese di marzo di questo anno sono state quelle in località Mazzile, campo sportivo di via degli Alpini e un terreno di proprietà privata ubicato dietro il municipio a Sevegliano; le località di San Tommaso e del tiro al piattello nel capoluogo, la cava a Castions delle Mura.
Gli strumenti sofisticati utilizzati dagli addetti hanno ora permesso agli studiosi di dare “un volto” a quel materiale registrato sotto terra che durante le indagini era stato genericamente definito come “massa”.
In particolare l’area del Tiro al piattello in località Quadrifoglio a Bagnaria, dove casualmente nel marzo del 1980 vennero alla luce undici tombe fatte risalire al VIII secolo dopo Cristo, potrebbe rivelarsi come ulteriore fonte di scoperte.

Sul luogo della cava di inerti utilizzati per il sedime della vicina autostrada doveva sorgere fin dal periodo alto medioevale una chiesetta campestre, demolita nel 1800, intorno alla quale si sviluppava un cimitero.

Nella parte superiore del sito, dove sono affiorate le tombe, ci sono probabilità di portare alla luce altre sepolture. Interessanti novità anche a Sevegliano.
A una profondità di poco più di un metro nell’area dove è sorto il campo sportivo di via degli Alpini gli strumenti dell’equipe dell’Università di Amburgo hanno rilevato la presenza di due grandi masse. Ora, dopo l’analisi dei rilievi geomagnetici, le “masse” sono state catalogate come fornaci di epoca romana.
E sempre su un terreno di proprietà privata ubicato a Sevegliano nord, un’ area sulla quale a partire dal 1972 sono stati portati alla luce interessanti reperti studiati e catalogati da Maurizio Buora, il cui contributo non è mancato anche durante le recenti indagini condotte dagli studiosi tedeschi, viene prospettata la presenza nel sottosuolo di “cose interessanti”.

 


Fonte: Messaggero Veneto 26/05/2009
Autore: Sandro Sandra

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