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BAGHDAD – In salvo parte dei tesori del Museo archeologico.

Quello che pochi giorni prima dello scoppio del conflitto era sembrato un saccheggio di regime, si è recentemente rivelato l’ultimo disperato tentativo del governo iracheno di mettere in salvo i più rari tra i tesori custoditi nel Museo di Baghdad.

Mancavano pochi giorni all’inizio della guerra: intorno al Museo per ore furono visti camion sui quali furono caricati incessantemente casse e bauli.

Nonostante l’operazione fosse stata annunciata, i più pensarono ad una indebita appropriazione da parte dei gerarchi di Saddam di tesori da barattare con la fuga. Non era così: a conflitto ultimato sono stati recuperati 700 oggetti d’arte tra statuette, gioielli e vasi e 39.400 manoscritti riparati nel caveau della Banca centrale irachena o in altri bunker sotterranei. Se il bilancio dello scempio veniva in tal modo ridimensionato, un’amara sorpresa attendeva gli esperti statunitensi guidati da uno dei responsabili del Museo a conoscenza dei fatti: molti dei bauli erano stati forzati. L’ennesima conferma al dubbio che i saccheggi siano avvenuti su commissione dei magnati del mercato nero internazionale e ad opera del personale dello stesso Museo che ben sapeva dove e come cercare.

I pezzi mancanti tra quelli messi in salvo sono 38, di inestimabile valore ma anche facilmente riconoscibili. Più difficile resterà il recupero dei pezzi trafugati dagli scantinati del museo: molti tra questi non erano mai stati catalogati né fotografati. Nulla di più appetibile per il mercato clandestino.
Fonte: La Repubblica
Autore: Grazia Modroni
Cronologia: Arch. Partico-Sasanide

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