ASCOLI PICENO: Gli ori longobardi di Castel Trosino.

Pubblicato il : 25 febbraio 2004

La scoperta.

Già nel XVIII secolo vi è testimonianza di frequenti rinvenimenti, ai piedi del poggio di Santo Stefano, di molti oggetti “barbarici”; nel 1872 in contrada Pedata venne alla luce una tomba di cavaliere che per il ricchissimo corredo è interpretata come la sepoltura del primo capo longobardo di Castel Trosino.

Il grande sepolcreto di Santo Stefano venne scoperto casualmente durante lavori agricoli nel terreno di proprietà parrocchiale. I primi oggetti raccolti furono mostrati il 12 aprile 1893 al direttore del museo e della biblioteca di Ascoli, Giulio Gabrielli, che lì acquistò e si prese cura di controllare sul posto i lavori e i nuovi rinvenimenti. Resosi conto dell’eccezionalità della scoperta, il Gabrielli, che era anche ispettore degli scavi di antichità e dei monumenti avvisò la Direzione degli scavi d’antichità per l’Emilia e le Marche, cioè la Soprintendenza allora competente ed il Ministero dell’Istruzione Pubblica. Raniero Mengarelli ricevette dal Ministero l’incarico di condurre lo scavo, per cui, giunto ad Ascoli, martedì 2 maggio 1893 si mise all’opera sul terreno.

Gli scavi.

Gli scavi si protrassero, con alcune pause, fino ai primi giorni di dicembre e portarono alla luce 189 tombe, alle quali vanno aggiunte le circa 50 rinvenute dal parroco. Nel 1896 fu effettuata una breve campagna, che restituì poche altre tombe a Santo Stefano e due gruppi di sepolture nelle contrade Fonte e Campo. Esposti sin dal 1895 presso il Museo Nazionale Romano, i reperti si trovano dal 1967 nel Museo dell’Alto Medioevo a Roma – EUR; alcuni oggetti sono rimasti nella collezione civica di Ascoli; il corredo della tomba di Pedata è diviso fra il Metropolitan Museum di New York e il Museo di Saint Germain en Laye di Parigi.

I materiali.

Dopo l’edizione completa dello scavo (1902), gli “ori” di Castel Trosino sino in genere citati come esempi di arte longobarda, mentre in realtà si tratta in buona parte di prodotti italo-bizantini per manifattura e per stile. E sugli oggetti in se stessi, per classificazioni cronologiche e stilistiche, si sono concentrati per decenni anche gli studi scientifici. Solo in anni recenti lo studio analitico dei reperti è finalizzato allo studio delle varie fasi della necropoli, della sua espansione e della sua organizzazione spaziale interna.

La necropoli.

Le tombe di Santo Stefano sono disposte secondo allineamenti più o meno regolari; fanno eccezione le tombe collocate lungo i ripidi margini del pianoro e poche altre. Sono riconoscibili in pianta alcuni raggruppamenti per aree, ma almeno parte dei “vuoti” erano in realtà occupati dalle tombe rinvenute nei primi scavi e non rilevate; i defunti avevano il capo a ponente. Secondo le più recenti ricostruzioni un primo nucleo di sepolture romanze si trovava al centro del pianoro; attorno ad esse si disposero (fine VI sec.) le tombe longobarde con i corredi più ricchi; solo più tardi (metà VII sec.) venne rioccupata la parte centrale, con l’edificazione della cappella e delle tombe connesse, le quali presentano oggetti di corredo poco numerosi, ma comunque indicativi della posizione sociale di privilegio.

La mostra.

Dal 28 febbraio 2004, nella Sala Mercatori del Palazzo Municipale di Ascoli Piceno, si terrà inaugurata una mostra preliminare al ritorno di una parte significativa degli ori dei Longobardi della necropoli di Castel Trosino nella città marchigiana, attualmente conservati al Museo dell’Alto Medioevo di Roma.

Infatti il 14 febbraio 2003 è stato siglato ufficialmente a Roma l’accordo tra il Comune di Ascoli Piceno e il Ministero dei Beni Culturali per la sistemazione dei corredi di Castel Trosino nelle sale espositive del costituendo Museo dell’Alto Medioevo a Forte Malatesta di Ascoli.

A tale accordo, di notevole portata per la comunità culturale ascolana, si è giunti grazie ad una proficua collaborazione tra vari enti, riuniti dal Comune in un Comitato scientifico intorno ad un progetto unitario.

La mostra presenterà due delle tombe più significative della necropoli di Castel Trosino, la “90” (il cui corredo funebre, appartenente ad un cavaliere di alto rango, è paragonabile ai più ricchi corredi tombali longobardi esistenti al mondo) e la “115” (eccezionale corredo funebre femminile con fibule, collane e spilloni di pregiata fattura). Saranno esposti anche i tesori del vicino Museo Archeologico Statale ed i ritrovamenti degli scavi più recenti effettuati nella necropoli, fra questi un incantevole anello d’oro e lapislazzuli. La mostra avrà un taglio divulgativo con la possibilità di effettuare laboratori didattici.

Ascoli Piceno, Palazzo Municipale / Sala dei Mercatori
Fino al 31 agosto 2004
Orari: fino a maggio: 10-19 (tutti i giorni),
giugno e luglio: 12 – 22 (tutti i giorni).
Info: 0736298204

L’Archeodromo della Valle del Tronto.

Nasce dalla volontà dei tre comuni contigui, Ascoli Piceno, Acquasanta Terme ed Arquata del Tronto di promuovere insieme sul territorio un sistema culturale costituito da alcuni poli museali caratterizzati da una spiccata valenza didattico-divulgativa, per un pubblico mirato e con particolare riferimento al turismo scolastico.

Base innovativa del progetto è la creazione di un “archeodromo”, ossia di un parco tematico archeologico dove svolgere attività ludiche, didattiche e di archeologia sperimentale in un’ottica di fruizione turistica e di valorizzazione delle emergenze storiche ed ambientali proprie del territorio. Il sito longobardo di Castel Trosino è stato scelto come sede centrale dell’Archeodromo: sono previste ricostruzioni delle tombe principali, una passeggiata archeologica e, nelle vicinanze, la ricostruzione di una casa longobarda ed uno spazio dedicato all’archeologia sperimentale, in particolare alla fusione del bronzo.

Mail: info@orilongobardi.it
Autore: Redazione
Cronologia: Arch. Medievale
Link: http://www.orilongobardi.it

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