Andrea CARANDINI (a cura di), Atlante di Roma antica. Biografia e ritratti della città.

Pubblicato il : 17 Giugno 2012
CARANDINI
Presentato dallo stesso curatore Andrea Carandini in occasione del Salone del Libro di Torino, l’Atlante di Roma antica, in libreria dal 12 giugno, racchiude in due tomi un’impresa titanica. Ricomporre paesaggi e architetture di Roma antica grazie all’interpretazione di una quantità infinita di dati: partire dal frammento per arrivare all’intero, dando importanza non solo a quello che si è conservato ma anche a quello che si è dissolto. Un compito difficile perché Roma, usando le parole dello stesso Carandini, «è un cumulo di pietre, quindi una realtà solida, che tuttavia scorre e si modifica nel tempo, come un fiume di pietre».
E se Rodolfo Lanciani tra il 1893 e il 1901 pubblicava la Forma Urbis Romae costituendo il primo straordinario tentativo di comprendere e imbrigliare la realtà di Roma in 46 tavole in scala 1:1.000, a distanza di oltre cento anni la sua impresa è rimasta eccezionale e pur sempre valida costituendo il punto di partenza di questo Atlante. Un progetto che colma una lacuna nell’ambito degli studi archeologici e che è stato possibile grazie all’elaborazione di un sistema informativo territoriale della città di Roma che, come spiega l’autore nel saggio iniziale del volume, «è capace di analizzare, elencare e combinare in modo significativo, dal punto di vista tipologico e da quello contestuale, una congerie enorme di evidenze varie e sparse, riconducendo tutta l’informazione a unità topografiche. (…) Il risultato è un museo virtuale della città antica oppure il nocciolo informativo di quel museo reale che stenta  a nascere negli edifici compresi tra il Circo Massimo e Santa Maria in Cosmedin».
CARANDINI_2Ecco allora che oltre a rilievi, grafici e ricostruzioni tridimensionali, scorrono nell’opera le piante che riguardano le aree urbane  della città in tempi diversi, per la quale, anche per le epoche precedenti ad Augusto, è stata adottata la divisione in 14 regiones. Nel lavoro che si è svolto in due fasi, dal 2002 al 2004, e successivamente tra il 2005 e il 2012, sono confluiti circa venticinque anni di ricerche, tanti quanti quelli impiegati dal solo Lanciani per la Forma Urbis. Ricerche condotte da un nutrito drappello di universitari, non solo archeologi, ma anche giovani specializzati in disegno digitale (Cad), per restituire l’interezza di Roma archeologica tra il X-IX secolo a.C. e il VI secolo d.C.
A tirare le fila del progetto, oltre a Carandini, anche Paolo Carafa della Sapienza, l’Università che ha promosso l’impresa in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per i Beni archeologici di Roma e con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività culturali. Come afferma Carandini «l’archeologo oggi può non disperarsi di fronte alle membra sparse di Roma antica come fa l’artista disegnato da Füssli. L’archeologo del 2000 ha i mezzi tecnologici per ricomporle».
Autore: Laura Giuliani
Fonte: Il Giornale dell’Arte numero 321, giugno 2012
Info:
Atlante di Roma antica. Biografia e ritratti della città, a cura di Andrea Carandini, 2 volumi, 1.200 pp., 215 foto b/n e colore, 33 ill., 333 tavole, Electa, Milano 2012, €150,00
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