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AMERICA: La Beringia, un continente scomparso?

250.000 anni fa il livello dei mari era molto più basso rispetto ad oggi; infatti, fino a 18.000 anni fa l’acqua che compone l’Atlantico e il Pacifico era intrappolana nei ghiacci. Con il passare dei secoli e con la riduzione delle zone ghiacciate, parte delle terre emerse si trasformarono da vasti continenti a più piccoli territori; isole grandi e isole piccole; mari e oceani.

Questo permette di immaginare un mondo differente, con maggiori spazi di terre (oggi fondali di mari e oceani). Isole e continenti oggi scomparsi, in quei tempi lontani erano aperti all’insediamento umano.

Tra i “misteriosi” continenti, ora affondati, abbiamo la Beringia, un’area che collegava l’America settentrionale con l’Asia. Questo territorio, che possiamo definire “ponte” tra due solidi continenti, raggiunse la sua massima estensione durante le fasi più fredde del nostro pianeta: datiamo due importanti glaciazioni a 50.000 e 18.000 anni fa. Un territorio che ha permesso alle popolazioni dell’età glaciale e fino a 6.000 anni dopo l’ultima glaciazione, di muoversi tra l’attuale territorio dell’America e l’Asia senza alcun tipo d’imbarcazione. Con il trascorrere del tempo e la riduzione del terreno calpestabile, il tragitto divenne navigabile anche da piccole imbarcazioni: seguendo la sempre più esile costa di quello che oggi è un continente scomparso.

La Beringia era un continente formato da un paesaggio prevalentemente di steppa e tundra. Ampi spazi erano, comunque, percorsi da fiumi, paludi e boscaglie. Ambienti adatti per il mammut lagunoso: elefante con enormi piedi, testa massiccia e piuttosto tozzo. Allo stesso modo prosperò il bisonte della steppa (estinto). Questo scenario permette di ricostruire un eventuale insediamento di cacciatori che attraversarono più volte il continente. Parte di queste popolazioni, originarie dell’Asia, potrebbero essersi spostate definitivamente in Alaska, circa 14.000 anni fa.

Con l’alzarsi delle temperature e la scomparsa della Beringia, molte popolazioni si sono trovate – ipotesi – isolate dalla natia Siberia.

Nonostante la popolazione di questi “viaggiatori” fosse composta da poche centinaia di uomini e donne, da loro si sarebbe sviluppata l’incredibile varietà di culture degli indigeni d’America. Le loro tracce archeologiche però sono quasi inesistenti.

Per il momento la comunità internazionale può contare soltanto su alcuni ritrovamenti: presso le grotte di Bluefish, nello Yukon occidentale, sono stati ritrovati alcuni strumenti di pietra, databili tra i 15.000 e i 12.000 anni fa.
Fonte: Redazione
Autore: Edmondo Bianchi
Cronologia: Preistoria

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