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MARCIANISE (Ce). Scoperte tredici tombe preromane con ricchi corredi.

A Marcianise (Ce) gli scavi per una struttura sanitaria danno origine, come molte volte accade, ad una scoperta archeologica. Nell’area di Rione Santella, in cui è prevista la costruzione di una nuova Casa di Comunità e dell’Ospedale di Comunità, grazie ad un’indagine di archeologia preventiva (obbligatoria prima dell’avvio dei cantieri) è riemersa una necropoli preromana di tredici tombe con ricchi corredi. Le ricerche in questi giorni proseguono, con l’obiettivo di raccogliere nuove informazioni utili per una conoscenza approfondita del sito.

A Marcianise si attesta la presenza umana all’incirca dall’Età del Bronzo antica, attorno all’anno 1000 a.C. Fu dimora degli Osci, un popolo dedito all’agricoltura, e tra il VII e il V secolo a.C. fu a contatto con popoli più evoluti, inizialmente Etruschi e Greci, in seguito anche con Sanniti e Romani. Secondo alcuni studiosi, Marcianise sarebbe stata una colonia autonoma di «prodi veterani Romani» dedotta da Gaio Giulio Cesare nel 59 a.C. dopo il cosiddetto «primo triumvirato» e destinata ad ospitare ventimila famiglie di veterani (prevalentemente di Pompeo) con almeno tre figli.

Ora, per gestire al meglio possibile questo inaspettato patrimonio culturale, verrà siglato, presso la Sala Consiliare di Marcianise, un protocollo d’intesa tra l’Asl Caserta, il Comune di Marcianise e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento dedicato alla tutela, allo studio ed alla valorizzazione dei reperti.
L’accordo rappresenta un modello virtuoso di collaborazione istituzionale, capace di far convivere sviluppo infrastrutturale e tutela del patrimonio culturale. «Un’opera sanitaria strategica per il territorio diventa anche un’occasione per proteggere e raccontare una parte significativa della memoria storica della comunità», hanno commentato i promotori.
L’obiettivo del protocollo non è soltanto scientifico: si intende far diventare i reperti (tombe, corredi funerari, ecc) patrimonio vivo e accessibile alla comunità.
Inoltre, si sta già pensando ad iniziative di divulgazione, ricerca e fruizione pubblica, affinché la scoperta diventi un’occasione di crescita culturale per l’intera comunità locale.

Autore: Roberto Mercuzio

Fonte: www.ilgiornaledellarte.com 14 maggio 2026

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