Archivi

VERONA. È usando l’Arena che la teniamo in vita.

Andrea Alberti, responsabile dei Beni ambientali, ieri aveva detto: «A volte ci si dimentica che è un tesoro di valore mondiale». E oggi arrivano le repliche

Tosi: «Il Giro d’Italia viene qui solo perché si conclude dentro l’anfiteatro».

Arena troppo usata?
«No, proprio usandola la teniamo in vita, con restauri e manutenzioni possibili grazie ai soldi che entrano affittandola per spettacoli e manifestazioni».

Comune e Fondazione Arena, cioè proprietario e primo utilizzatore dell’anfiteatro romano con la stagione lirica (per due terzi delle 75 serate a disposizione per la musica; il resto concerti o recital), replicano così all’invito a un utilizzo corretto del monumento lanciato ieri in un’intervista al nostro giornale dal sovrintendente ai beni ambientali e del paesaggio, Andrea Alberti. Il quale ha detto che «sembra che a volte ci si dimentichi che è uno dei più importanti monumenti dell’architettura mondiale».

Il sindaco Flavio Tosi, presidente della Fondazione Arena, premette che «con il sovrintendente Alberti c’è un buon rapporto di collaborazione su varie questioni, come il progetto Zeffirelli di riordino del Liston e i parcheggi e anche l’uso dell’Arena e mi sembra che da parte sua ci sia la disponibilità a confrontarsi per trovare le soluzioni migliori». Quanto all’Arena, «visto che spende molto per la sua manutenzione, da parte del Comune c’è l’attenzione a utilizzarla nel modo migliore per la lirica, i concerti, la mostra dei presepi e anche grandi eventi, che si giustificano proprio perché è l’Arena. Diciamolo: quest’anno il Giro d’Italia si concluderà a Verona solo perché i ciclisti arriveranno dentro l’Arena».

Il sovrintendente della Fondazione Arena Francesco Girondini — pure amministratore di Arena Extra, la società creata per gestire gli spettacoli extra lirica — ricorda che «l’Arena è nata per ospitare spettacoli, fra l’altro con circa 30mila spettatori e cioè il doppio degli attuali, e comunque da anni è sempre stata usata sotto il controllo sia del Conservatore dell’Arena sia del settore Ecologia del Comune per il livello del suono, su indicazione della sovrintendenza». Girondini precisa che «con quanto si incassa dall’affitto del monumento per gli spettacoli si pagano i restauri e la manutenzione e credo che l’Arena sia l’edificio storico fra i meglio conservati in Italia».

Erminia Perbellini, assessore a cultura e turismo, dice che «fin dai primi mesi dal suo insediamento l’amministrazione ha stipulato un accordo con il ministero dei beni culturali per un maggior numero di serate, tali da darci ulteriori soldi per la conservazione».

Alberti lanciava però anche una proposta di una gestione misto pubblico-privata dei palazzi storici, individuando un manager per gestirli. Il sovrintendente cita il palazzo del Capitanio e Palazzo Forti. Il primo, nella parte che guarda piazza Viviani, inutilizzata e degradata, verrà messo all’asta con base 10 milioni, anche se per acquistarlo dal Comune si è già fatta avanti la Fondazione Cariverona, presieduta da Paolo Biasi, che acquisterà anche Palazzo Forti.

«Il Comune sta già coinvolgendo i privati, per i palazzi», spiega Tosi, «come nel caso appunto del Capitanio, vendendo il quale otterremo risorse per pagare il restauro dell’Arsenale».
Anche Daniele Polato, assessore al patrimonio, aggiunge: «Sinora il rapporto con il sovrintendente Alberti e con i suoi uffici è positivo e produttivo. Quanto alla gestione dei palazzi, sono d’accordissimo sul fatto che non possiamo non confrontarci con i privati, a cominciare da Cariverona ma anche altri. È vero che si perde parte delle proprietà, ma l’obiettivo è avere risorse per recuperarne altre».

Fonte: L’Arena, 12/01/2010

Segnala la tua notizia