POVOLETTO (Ud). Antiquarium e museo del fossile.

Pubblicato il : 18 Febbraio 2011
Dopo oltre un anno e mezzo di attesa è finalmente arrivata l’autorizzazione da parte del Ministero per l’apertura dell’“Antiquarium e museo del fossile” di Povoletto (Udine).
L’allestimento, pronto già da tempo, sarà inaugurato ufficialmente tra la fine di marzo e gli inizi di aprile. Sarà accessibile inizialmente sabato e domenica, con possibile estensione dell’orario di visita anche al resto della settimana.
A curare l’esposizione, che conta oltre 600 reperti, è stato l’architetto Fabio Piuzzi per la parte archeologica e Roberto Zucchini per la sezione paleontologica. Il museo, infatti, si compone di diversi ambienti e racconta la storia del territorio partendo dai manufatti fabbricati dall’uomo e dai resti degli antichi abitatori di questa parte del Friuli.
Nella collezione spicca lo scheletro dell’ursus speleaus, un orso che viveva nella caverne e che poi si è estinto. Per capire quanto grande fosse il plantigrado è stata realizzata una riproduzione del mammifero a grandezza naturale e creata un’ambientazione fedele di quello che era il suo habitat naturale.
L’allestimento è stato ricavato a pochi passi dal capoluogo, a Villa Pitotti, edificio di proprietà comunale a seguito di un lascito.
L’accesso è al piano terra: da lì prende avvio il percorso di visita con un primo sguardo generale sulla Terra dei 9 castelli: da Cividale del Friuli a Nimis e fino a Povoletto, con l’evidenza tridimensionale delle varie rocche che puntellano le colline.
Un grande cavallo a dimensione reale svetta in una delle sale con tanto di cavaliere in abiti da guerra; ai suoi piedi alcune le palle da bombarda in pietra. Manichini di donne e uomini in vesti antiche mostrano gli elementi tipici dell’abbigliamento medioevale: fibule, cinture e altri accessori ricostruiti dagli originali emersi dagli scavi archeologici.
Non manca il pezzo forte: la corazza della Motta. La sezione paleontologica si compone, invece, di oggetti e testimonianze raccolte in parte anche dall’appassionato Romano Binutti.

Autore: Paola Treppo

Print Friendly, PDF & Email
Partners