Un’équipe di archeologi polacchi dell’Università di Varsavia ha scoperto un giacimento di antiche imbarcazioni sul fondale marino al largo di Tolmeita (l’antica Tolemaide), nella Libia nordorientale. La scoperta potrebbe gettare nuova luce sulle antiche rotte commerciali del Mediterraneo e su naufragi avvenuti secoli fa.
Sul tratto di fondale, situato a diversi chilometri a est dell’antico porto della città, si trovano frammenti di navi, resti di merci, anfore, ancore e altri reperti risalenti all’antichità. La densità dei reperti archeologici suggerisce che diverse navi siano affondate nella stessa zona, mentre si avvicinavano a quella che un tempo era una fiorente città portuale. Le imbarcazioni che si appressavano al porto da est si incagliavano in una zona rocciosa poco profonda.
L’antica città di Tolemaide era uno dei maggiori centri urbani greci nella regione storica della Cirenaica. Fu fondata dai sovrani della dinastia tolemaica tra la fine del IV e il III secolo a.C. e rimase un importante centro regionale fino alla conquista araba nel VII secolo d.C.
Il dottor Piotr Jaworski, responsabile del progetto di ricerca a Tolemaide, ha spiegato che il materiale archeologico forma una linea che si estende per oltre 100 metri lungo il fondale marino.
L’esplorazione subacquea è stata condotta da archeologi e subacquei guidati dal professor Bartosz Kontny della Facoltà di Archeologia dell’Università di Varsavia. Il team ha esaminato sia l’area dell’antico porto, sia le acque costiere a circa quattro chilometri a est della città.
Secondo i ricercatori, i cambiamenti ambientali avvenuti nel corso dei secoli hanno probabilmente giocato un ruolo chiave nel sommergere parti dell’infrastruttura portuale. L’innalzamento del livello del Mar Mediterraneo e gli spostamenti costieri causati dai terremoti sembrano aver spinto sott’acqua alcune sezioni dell’antico porto.
Durante l’esplorazione del fondale, il team ha scoperto antiche colonne, tracce di strade sommerse, numerose ancore e strumenti che si ritiene fossero utilizzati nell’antichità per osservare il fondo. Tra i reperti più interessanti vi è un frammento di una bilancia romana nota come «aequipondium», realizzata in bronzo ed a forma di testa femminile. Il manufatto era riempito di piombo per fungere da peso.
Il fondale conteneva anche un gran numero di anfore, recipienti comunemente utilizzati nel commercio antico per trasportare merci come vino, olio d’oliva e grano.
I ricercatori ritengono che queste anfore possano ancora contenere tracce di vino cristallizzato ed attualmente sono oggetto di analisi in laboratorio.
Autore: Gaspare Melchiorri
Fonte: www.ilgiornaledellarte.com 24 mar 2026












