Archivi

CAPO RIZZUTO (Kr). II museo fantasma.

Siamo una coppia milanese/napoletana andata, agli inizi di luglio, in vacanza in Calabria, sulla costa ionica tra Crotone e Catanzaro. Uno dei posti più belli della costa che abbiamo visto è Capo Colonna, con scogliera alta e mare limpido, quasi inaccessibile.
Vogliamo fare, però, due osservazioni critiche.

1. Cercando l’ingresso un po’ nascosto abbiamo visitato i resti del sito greco/romano e la Colonna greca a testimonian-za del tempio che fu. Passeggiando nei dintorni abbiamo notato una struttura moderna sovrastata da pannelli solari, senza capire cos’era poiché non c’erano né insegne né indicazioni.
Solo quando ci siamo avvicinati all’entrata per sbirciare dentro, un dipendente, l’unico al momento, ci ha svelato che si tratta di un Museo che raccoglie pezzi risalenti all’epoca della colonizzazione greca e poi romana ritrovati in loco nelle profondità del mare e sistemati con cura e fatica da lui insieme a altri colleghi (colonne, anfore, monete, monili ecc).
Il Museo, inaugurato a luglio del 2006 è stato chiuso in ottobre dello stesso anno e non più riaperto per carenza di personale (sic!)

Il lavoratore ci spiega che la gestione del Museo prima era affidata al Ministero dei beni e attività culturali, poi è passata alla provincia di Crotone, ma il Museo per ora resta chiuso, l’erba dei giardini che lo circondano alta: una struttura costata fior di milioni, con spese di manutenzione permanenti e inutilizzata. Un vero paradosso.

Ci auguriamo che al più presto le istituzióni mettano questi tesori preservati per secoli dal mare a disposizione di calabresi e turisti.

2. Capo Colonna rientra nell’Area marina protetta di Capo Rizzuto tipo A (in teoria è vietato anche fare il bagno!), ma i motoscafi girano indisturbati anche all’interno dei segnali di boa.

Sulla terraferma dei cartelli indicano che l’area è videosorvegliata; noi e due crotonesi abbiamo provato a scendere giù al mare, passando davanti a uno stabilimento dell’Eni e attraverso alte sterpaglie, siamo giunti in un punto dove si poteva accedere al mare.

Da un rettangolo di mare di colore diverso il mio compagno si è accorto che proprio lì fuoriusciva acqua di scarico.
Non un cartello per segnalare la provenienza dell’acqua di scarico e se in quella zona il mare è balneabile o meno (a dispetto della Riserva marina).


Fonte: Il Manifesto 07/08/2007
Autore: Luisa e Elio
Cronologia: Arch. della Magna Grecia

Segnala la tua notizia