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ASTI. Il Museo Paleonotologico Territoriale dell’Astigiano. Echi di un mondo perduto.

Con una collezione di 14.000 fossili di provenienza astigiana, appartenenti prevalentemente all’epoca pliocenica, il Museo Paleontologico Astigiano è uno dei musei del Piemonte più interessanti nel suo genere.
Qui si trovano anche fossili di mammiferi marini. Prima delle terre dei vini e dei tartufi, prima dei vigneti e delle colline, prima della Pianura Padana e dell’esistenza del Po, il territorio che oggi definiamo Monferrato era molto diverso.
Per tutto il periodo del Pliocene Inferiore, tra i 5,5 milioni ed i 3 milioni di anni fa, l’area piemontese delle Langhe e del Monferrato era bagnata dal mare che ricopriva l’intera pianura “protopadana”: per questa ragione, sono molti i reperti che ci rivelano la presenza di conchiglie, animali marini e perfino grandi mammiferi.
Grazie alla peculiare storia del nostro territorio, al Museo Paleontologico di Asti è possibile osservare i resti di Tersilla, una balenottera ritrovata nel 1993 nella frazione San Marzanotto. Il museo espone anche i resti di una seconda balenottera, chiamata “Viglianottera”, perché ritrovata sul territorio di Vigliano d’Asti.
Nel complesso, il museo paleontologico astigiano custodisce una delle più importanti collezioni di cetacei d’Italia, comprendendo, oltre alle due balenottere già citate: la Balena di Chiusano d’Asti, il Delfino di Settime (AT) (Septidelphis morii), il Delfinide di Belangero (AT).

L’esposizione si sviluppa con una prima parte dedicata alla paleontologia generale e quella territoriale, con focus sui periodi del Miocene e del Pliocene, e con una carrellata di eventi degli ultimi 25 milioni di anni.
Nella seconda parte del percorso troviamo invece i resti scheletrici fossili dei cetacei astigiani e gli altri reperti che compongono la vasta collezione del museo.
Al termine dell’allestimento, un affascinante acquario riproduce l’ecosistema subtropicale del mare padano di 25 milioni di anni fa.

Il museo ospita anche mostre temporanee, come, ad esempio attualmente, una mostra di acquerelli di Floriana Porta dal titolo “Echi di un mondo perduto”: acquerelli tra i fossili al Museo Paleontologico, visitabile dal 22 marzo al 28 settembre 2026.
In una trentina di opere su carta la pittrice torinese fa convivere ciò che le è caro: lo spirito femminile, l’impronta della natura, l’essenza di un lontano passato, quello del Mare Padano, a cui rende omaggio con pennellate blu indaco.
La presidente del Parco Paleontologico Astigiano, Sara Rabellino, ha personalmente scelto l’immagine, “In ascolto della natura selvatica”, della locandina: una donna è attenta a captare ogni minimo suono (forse un segreto?) mentre le felci si allargano armoniosamente intorno a lei.
“La mostra di Floriana Porta – osserva Sara Rabellino – è un rimando continuo a ciò che conserviamo al museo ed a ciò che custodiamo nelle aree protette. Le felci acquarellate, per esempio, ci ricordano che nelle nostre collezioni fossili abbiamo foglie vissute sugli alberi milioni di anni fa, mentre altre fronde vegetano nelle riserve naturali in cui siamo impegnati a salvaguardare la biodiversità”. “Con ‘Echi di un mondo lontano’ – conclude la presidente – promettiamo atmosfere di forte suggestione attraverso cui far conoscere il nostro straordinario patrimonio paleontologico e naturalistico”.
Nel mondo di pennellate colorate, create da Floriana Porta, ritratti di donne, simbolo di fertilità e vita, coabitano con ciò che il Mare Padano ha lasciato in eredità, a partire dalle balene: ancora una saldatura con la realtà del museo e degli affioramenti di conchiglie nei geositi. Il rosso ruggine, che segna alcuni lavori, rimanda “al ferro ossidato – spiega la pittrice – miscela calda e terrosa per alternare i colori caldi e freddi, creando contrasti dinamici”.

Info:
L’esposizione, promossa con il Distretto Paleontologico dell’Astigiano e del Monferrato (Palazzo del Michelerio, corso Vittorio Alfieri, 381 – 14100 Asti), resterà aperta al pubblico dal 22 marzo al 28 settembre 2026.
Orario: lunedì-venerdì 11-17, sabato e domenica 11-18 (chiuso martedì ed a Pasqua, 5 aprile).
Il biglietto a 7 euro (ridotti 5) consentirà la visita anche alle collezioni del Museo.
Tel. 0141 592091 – E-mail: info@astipaleontologico.it

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