A Sassari il Museo Nazionale Archeologico ed Etnografico «Giovanni Antonio Sanna» ha riaperto le sale dedicate all’età nuragica, fenicio-punica e romana. Dopo due anni di chiusura il pubblico torna a visitare una serie di spazi completamente rinnovati. Il progetto architettonico ha ridisegnato gli ambienti e i criteri espositivi, dando forma a un percorso più accessibile e contemporaneo, capace di parlare anche a chi si avvicina per la prima volta a questo museo. Contestualmente è stato inaugurato il Padiglione Marcialis.
Il nuovo allestimento accompagna il visitatore in un viaggio cronologico. Si parte dalla sezione nuragica, con le Tombe dei giganti. Nella Galleria dei Nuraghi sei ambienti raccontano l’evoluzione di queste architetture, con l’aiuto di oggetti e bronzi che ricostruiscono la vita quotidiana.
La sezione fenicio-punica apre lo sguardo sul Mediterraneo, raccontando una Sardegna crocevia commerciale e culturale tra IX e III secolo a.C. Sono esposti anfore, gioielli, amuleti e vasi rituali, provenienti in particolare da Tharros. La sala romana si apre con la Tavola bronzea di Esterzili, documento che racconta l’organizzazione sociale e politica dell’isola in età imperiale. Il percorso prosegue con Turris Libisonis, oggi Porto Torres, illustrata con mosaici e sculture che testimoniano la vitalità del centro.
Con l’inaugurazione del Padiglione Marcialis è terminato un intervento complesso, firmato dallo studio Giovanni Tortelli Roberto Frassoni Architetti Associati. Si tratta di una trasformazione profonda che ha coinvolto architettura, impianti e linguaggio museografico, con una netta discontinuità rispetto al passato. Il padiglione prende il nome da Giuseppina Marcialis (detta Giusa), architetta sassarese e docente allo Iuav di Venezia, figura di rilievo nel panorama italiano tra gli anni Sessanta e Settanta.
«La riapertura di oggi è solo una tappa», ha dichiarato la direttrice regionale dei Musei nazionali Sardegna, Melissa Ricetti. Il museo apporterà altre novità, con interventi che coinvolgeranno anche la collezione etnografica e con l’introduzione di servizi come la caffetteria. Il percorso di rinnovamento affonda le radici nel lavoro dell’archeologa Elisabetta Grassi (1980-2025), direttrice del museo dal 2020 al 2025, a cui è stata dedicata la giornata inaugurale.
Autore: Gaspare Melchiorri
Fonte: www.ilgiornaledellarte.com 30 apr 2026









