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ISRAELE. Scoperto nel Nord il più antico gerontocomio conosciuto al mondo.

Un’équipe di archeologi dell’Università di Haifa al lavoro nel Parco Nazionale di Hippos (noto anche come Sussita), nel Nord di Israele, hanno rinvenuto quella che potrebbe essere la struttura per l’assistenza agli anziani più antica conosciuta al mondo. Hippos-Sussita era una città ellenistica situata nella parte settentrionale della Valle del Giordano facente parte della Decapoli, un gruppo di dieci città più legate alla cultura greco-romana che alla popolazione locale di lingua semitica. In seguito, Hippos divenne una città prevalentemente cristiana, che conobbe un periodo di decadenza verso la fine del periodo bizantino e durante il primo periodo musulmano, per poi essere abbandonata dopo un evento sismico occorso nel 749.

Tra i ritrovamenti effettuati spicca quello di un medaglione musivo pavimentale decorato, datato alla fine del IV o all’inizio del V secolo d.C., che reca un’iscrizione in greco antico: «Pace sia con gli anziani». Si tratta di un’espressione non frequente ma pregnante, destinata probabilmente a un’«audience» di persone avanti negli anni.
Il mosaico è riemerso in una zona residenziale vicino all’intersezione di due strade principali dell’antica città, circostanza che suggerisce un uso pubblico dell’edificio cui apparteneva. La sua collocazione all’ingresso di quella struttura lascia supporre che servisse da luogo d’accoglienza o assistenza per persone anziane. Finora le fonti letterarie del V e VI secolo avevano menzionato istituzioni dedicate agli anziani, ma non esisteva alcuna testimonianza archeologica che ne confermasse l’esistenza. La scoperta a Hippos-Sussita offre invece prove materiali dirette di un ambiente strutturato per l’assistenza agli anziani nella società antica.

Michael Eisenberg dell’Istituto di Archeologia Zinman, che ha condiretto questo progetto, enfatizza l’importanza del ritrovamento: se ne evince che la preoccupazione per la cura degli anziani era radicata nella società bizantina ben prima della nascita dei moderni sistemi di welfare. Altri due ricercatori, Arleta Kowalewska e Gregor Staab dell’Università di Colonia, che hanno partecipato all’iniziativa, hanno pubblicato una relazione sulla rivista accademica «Zeitschrift für Papyrologie und Epigraphik». La loro analisi si basa soprattutto sull’iconografia del mosaico scoperto, che comprende simbologie come oche egiziane, cipressi, frutti e vasi, elementi tipici dell’arte musiva tardoantica con potenziali significati di benessere e prosperità.
Gli studiosi ritengono che la struttura possa riflettere valori cristiani emergenti nella tarda antichità, quando nuove forme di vita comunitaria e istituzionale (come i centri di cura o i contesti monastici) cominciarono ad assumere ruoli sociali prima gestiti esclusivamente dalle famiglie. Questa scoperta non solo amplia la nostra comprensione della vita quotidiana nella società bizantina, ma mette anche in evidenza come la cura e il rispetto verso gli anziani fossero valori radicati e praticati già quasi 1.600 anni fa.

Autore: Gaspare Melchiorri

Fonte: www.ilgiornaledellarte.com 19 gen 2026

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