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BICCARI (Fg). Le scoperte di Snam.

biccari

Dalla collaborazione tra Snam e la Soprintendenza Archeologia della Puglia nasce il libro «Nella terra dei confini e dei passaggi. Il paesaggio rurale di Biccari e i metanodotti Snam», a cura delle archeologhe Marisa Corrente e Anna Maria Tunzi ed edito dalla casa editrice Ante Quem.
Il volume rappresenta la preziosa testimonianza dell’incontro tra le infrastrutture strategiche del Paese e la ricchezza del suo patrimonio archeologico. In quasi 80 anni Snam ha costituito in Italia una rete di circa 33.000 chilometri: la presenza capillare su un territorio così vasto e ricco di storia ha permesso alla società di sviluppare una particolare attenzione alla tutela dell’ambiente e dei beni archeologici, coniugando gli obiettivi d’impresa con un senso di responsabilità verso le comunità in cui opera. Per preservare e valorizzare al meglio le tracce del passato, Snam adotta un protocollo riconosciuto oggi come best practice a livello internazionale: in tutte le fasi di realizzazione delle infrastrutture, il gruppo si avvale del contributo specialistico di un team archeologico individuato secondo le indicazioni della competente Soprintendenza. I professionisti che affiancano Snam e le imprese incaricate per la posa dei metanodotti sono costantemente presenti nei cantieri e hanno il compito di supervisionare i lavori sotto il profilo archeologico.
È questo l’iter che ha portato alla luce i ritrovamenti dagli scavi dei metanodotti Massafra-Biccari e Biccari-Campochiaro, protagonisti del volume. Le due infrastrutture strategiche che attraversano quattro regioni italiane (Puglia, Basilicata, Campania e Molise) si incrociano nel nodo strategico di Biccari, nel Subappennino Dauno, nel quale convergono i principali metanodotti del Centro Sud della penisola (Massafra-Biccari, Biccari-Campochiaro, San Salvo-Biccari e Biccari-Napoli).
Il volume offre una ricostruzione dettagliata del territorio di Biccari dall’antichità ad oggi, l’inedita fotografia di una zona ricchissima e pluristratificata: dal ritrovamento preistorico in località «Femmina morta» alle necropoli di età arcaico-classica, fino ai numerosi insediamenti di età romana disposti nei pressi dei cantieri Snam. Lo studio di questi reperti ha permesso di analizzare i processi di trasformazione del paesaggio e di recuperare anche i dati più significativi sui popoli che lo hanno abitato e sulla natura delle organizzazioni sociali.

Fonte: corrieredelmezzogiorno.corriere.it, 20 nov 2020

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