UNESCO: Patrimonio dell’umanità le necropoli di Tarquinia, di Cerveteri e della Val d’Orcia.

Pubblicato il : 1 Ottobre 2004

Il Comitato del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, che opera sulla base di una convenzione ratificata da 180 Paesi, ha riconosciuto le Necropoli di Tarquinia e Cerveteri e la Val D’Orcia 38° e 39° siti dell’UNESCO. L’Italia con questi ultimi riconoscimenti è il Paese che ha sul proprio territorio la maggioranza dei siti “Patrimonio dell’umanità”.

Il Comitato del Patrimonio Mondiale, venerdì 2 luglio, a Suzhou (Cina), nel corso dei lavori della 28° Sessione, ha iscritto nella categoria dei beni culturali della Lista dell’UNESCO due nuovi siti italiani, “Le Necropoli Etrusche di Cerveteri e Tarquinia” e la “Val D’Orcia”.

Le Necropoli Etrusche di Cerveteri e Tarquinia hanno ottenuto il riconoscimento, alla loro prima candidatura, perché considerati capolavori del genio creativo degli etruschi. Secondo la motivazione del Comitato le necropoli contengono affreschi eccezionali per qualità e contenuto; sono una testimonianza unica degli aspetti della vita, della morte e della religione della civiltà etrusca. Cerveteri mostra, in un contesto funerario, la stessa pianta urbana e gli schemi architettonici utilizzati nelle antiche città di epoca pre-romana.

La Val D’Orcia, è stata finalmente riconosciuta, dopo alcuni precedenti tentativi che avevano avuto un esito negativo, una testimonianza eccezionale del modo in cui il paesaggio è stato ridisegnato nel Rinascimento. La Val D’Orcia è, infatti, stata celebrata dai pittori della Scuola Senese, fiorita durante il periodo rinascimentale ed in particolare, secondo la motivazione del Comitato, le raffigurazioni di paesaggi, in cui le popolazioni appaiono vivere in armonia con la natura, sono diventate delle icone del Rinascimento ed hanno profondamente influenzato lo sviluppo di una cultura del paesaggio mondiale.

Il Sottosegretario Bono, che ha la delega all’UNESCO, ha espresso la propria soddisfazione per il contributo determinante del Ministero per i beni e le attività culturali che ha seguito la presentazione delle candidature italiane ed ha sottolineato come le politiche di valorizzazione e tutela del governo hanno come obiettivo primario il coinvolgimento di tutte le realtà produttive e culturali che possono concorrere allo sviluppo economico e sociale del Paese.

Il piano di gestione, redatto per conseguire il prestigioso riconoscimento è uno strumento indispensabile per tutela, per la promozione e per gestione dei siti e, presso il Ministero, è stata istituita ed è operante una commissione che ne ha elaborato il modello tipo.

All’Italia è stato riconosciuto il ruolo di Nazione Guida all’interno dell’UNESCO e, con questi ultimi riconoscimenti, è diventato il Paese che vanta il maggior numero di siti riconosciuti Patrimonio dell’Umanità.

Fonte: CulturalWeb 06/07/04
Autore: Anna Maria Stramondo
Cronologia: Arch. Italica

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