TORINO. Il nuovo museo egizio, un’antica cultura da riscoprire.

Pubblicato il : 2 Aprile 2015
COD 156 Museo Egizio allestimento temporaneo 1

COD 156 Museo Egizio allestimento temporaneo 1Tre anni e mezzo di lavori e 50 milioni di euro per riconsegnare all’Italia il Museo Egizio di Torino, in tutto il suo splendore. È un grande traguardo, considerando che è il secondo museo egizio al mondo (il primo si trova al Cairo). La struttura è stata ingrandita. Ha raggiunto i dodicimila metri quadrati, assimilando anche l’ex galleria sabauda. “È un modello: la collaborazione tra pubblico e privato ha consentito di salvaguardare una grande qualità e mettere le basi per un nuovo museo basato sulla ricerca. E grazie ad un incredibile lavoro di squadra è stato possibile rispettare la data prevista del 1/o aprile” – queste sono le parole del Ministro Franceschini.
Nel nostro paese, il museo dedicato interamente ai ritrovamenti egizi, è il decimo per affluenza. Nel 2014, ha raggiunto oltre mezzo milione di visitatori, che hanno continuato a fargli visita, anche durante i lavori di ristrutturazione. Questo museo è stato fondato nel 1824 e al suo interno sono custoditi 32.500 reperti, ma solamente una piccola parte è esposta al pubblico. L’arco temporale dei resti va dal 4000 ac al 700 dc. La bellezza dell’antichità sicuramente affascinerà tutti gli ospiti, ma anche la tecnologia avrà la sua parte. Infatti, sarà possibile fare una “passeggiata virtuale” tra i vari sarcofagi. Sotto alcuni di questi, sono stati ritrovati anche degli affreschi ottocenteschi, naturalmente messi in esposizione. C’è da ricordare, inoltre, che i reperti, a grandi linee, sono ora contenuti in cabine, permettendo così la loro visione totale. La presidente Evelina Christillin ha voluto sottolineare l’importanza dei contributi ricevuti. “Cinquanta milioni sono una cifra che si vede raramente come disponibilità economica per un bene culturale e dobbiamo ringraziare i soci fondatori, Regione Piemonte, Comune e Provincia di Torino, Fondazione Crt e, soprattutto, la Compagnia di San Paolo che ha dato la metà del fondi, 25 milioni. Ringrazio anche il ministero che ci dà il bene in convenzione”.

Autore: Lorenzo Maria Lucenti

Fonte: www.quotidianoarte.it , 2 apr 2015

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