MILANO. Il museo archeologico raddoppia. Una nuova sede in via Nirone.

Pubblicato il : 19 Gennaio 2009

Il museo Archeologico raddoppia. Ma anziché all´ex Ansaldo di via Bergognone, dov´era previsto il trasloco, trasferirà parte delle sue collezioni in una palazzina di via Nirone 7, attigua alla sede attuale, l´ex convento di San Maurizio in corso Magenta.

Intanto, rinnova l´allestimento degli spazi storici, ripensa i percorsi e apre una sezione dedicata ai Greci. C´è un gran fermento nel passato remoto milanese, che guarda molto al futuro.

Un´aria di rinnovamento che coinvolge i secoli più lontani di vita della città, per renderli sempre più presenti e attuali. E far diventare così la polverosa archeologia un appassionante viaggio a ritroso.

Ne parliamo con la direttrice Donatella Caporusso.
Anziché all´ex Ansaldo, il museo si espanderà in via Nirone. Perché questo cambio di strategia?
«Abbiamo chiesto noi di rimanere in zona. È più coerente avere un grande museo in centro, piuttosto che tanti pezzi sparsi. E poi la nostra sede è situata in un´area importantissima proprio dal punto di vista archeologico. Dal chiostro si vedono i resti della mura romane e delle due torri del IV secolo, intatte. Nel giardino ci sono resti di una domus del I secolo. Qui, tra corso Magenta, via Brisa e via Nirone, sorgeva il grande palazzo imperiale romano nel IV secolo d.C.».
Cosa succederà in futuro?
«Il museo oggi occupa 1700 metri quadrati, la palazzina di via Nirone ne possiede altrettanti, quindi gli spazi verranno raddoppiati. Quando, tra un anno, saranno finiti i lavori di ristrutturazione dello stabile di via Nirone, già collegato a noi attraverso un varco nelle mura romane, l´idea è di spostarvi le sezioni etrusca, greca e alto Medievale. Con nuovi spazi, che oggi mancano, destinati alla didattica, alle mostre, alle conferenze. Corso Magenta si specializzerà sempre più come museo di Milano Antica, per raccontare i primi mille anni di vita della città, dalle origini, nel V secolo a.C, all´alto Medioevo».
Le sezioni egizia e preistorica rimarranno al Castello?
«Sì, piacciono e funzionano. Ora occupano 600 metri quadri negli splendidi sotterranei, il luogo giusto per quel tipo di reperto, e fanno 66mila visitatori l´anno, il 20 per cento del pubblico del Castello. Per questo abbiamo chiesto, anche lì, di ampliare gli spazi. Il posto ci sarebbe».
Tornando all´archeologico, avete reperti sufficienti per riempire un museo raddoppiato?
«Ne conserviamo moltissimi nei depositi, alcuni molto belli: un migliaio per la sezione romana, altri duemila etruschi e greci. E poi vorremmo fare un musei più vivo, con spazi interattivi, comunque separati dal percorso espositivo. Io credo che il pezzo antico sia sacro, ha una sua storia e vuole essere visto per quello che è: in silenzio, senza essere confuso con la multimedialità».
I milanesi amano l´archeologia?
«Quando la scoprono ne sono entusiasti. Un visitatore ha scritto: «Sono rimasto stupefatto di conoscere quel che avevo sotto i piedi e non lo sapevo».
Altre novità?
«La settimana prossima inauguriamo in corso Magenta una nuova sezione greca, in uno spazio bellissimo, la cripta cinquecentesca di San Maurizio. Nell´ottica di non buttare via i soldi pubblici, gli allestimenti si potranno poi spostare in via Nirone. Ma la cosa più importante è la trasformazione del museo nel museo di Milano Antica. Il primo percorso che abbiamo allestito, sulle origini della città, ha avuto un successo incredibile: nel 2007 siamo passati da 25mila a 35 mila visitatori. Poi abbiamo allestito altri percorsi dedicati alla società milanese antica vista attraverso le epigrafi, ai problemi del vivere in città partendo da tre meravigliosi pavimenti romani restaurati, provenienti dalla domus di via Circo. E stiamo preparando altri percorsi sull´edilizia pubblica, su quella privata e funeraria, e su Milano come residenza imperiale. In vista dell´Expo, poi, l´idea è di dedicare un percorso all´alimentazione, salute e qualità della vita della popolazione milanese in epoca romana».

 


Fonte: La Repubblica 07/01/2009
Autore: Anna Cirillo

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