David KEYS, Cosi’ i legionari si inchinarono sulla piramide dei britanni.

Pubblicato il : 1 Febbraio 2009

Nota:
La piramide di “Silbury Hill” si eleva tra Devizes e Marlborough, nella contea del Witshire.
Alta poco più di 39 metri, è la più grande costruzione preistorica in Europa. Fu realizzata in quattro diverse fasi costruttive, all’incirca tra il 2700 a.C. e il 90 a.C.: ha una forma tronco-conica e un’inclinazione media di 30° e rivela un’abilità ingegneristica non comune.
La struttura ha dimostrato nei secoli una sorprendente stabilità grazie ad una serie di muri interni in blocchi di pietra a secco.
Oggi copre una superficie di 2.2 ettari: la costruzione richiese l’utilizzo di 350 mila metri cubi di calcare e di almeno 250 mila metri cubi di terra, pietrame e legno.

E’ il piu’ enigmatico monumento dell’Europa dell’Eta’ della Pietra: ora una serie di nuovi scavi ha rivelato che 2500 anni dopo la sua prima edificazione divento’ un grande centro religioso romano.
La scoperta e’ avvenuta nel Sud dell’Inghilterra, dove e’ venuto alla luce un complesso sacro accanto alla preistorica – e ancora misteriosa – la piramide nota come «Silbury Hill», a un centinaio di chilometri a Ovest di Londra. La zona comprendeva una fonte, aree per le offerte votive e altre per i riti, compresi alcuni di adorazione del fallo. Non mancano neanche le tracce di atti di vandalismo antipagano da parte dei cristiani.
Utilizzando un equipaggiamento a raggi-X che puo’ «vedere» sotto la superficie del terreno, gli archeologi hanno calcolato che la zona e’ molto vasta e che copre una superficie di almeno cinque ettari. Finora si era sempre pensato che Silbury una massiccia collina artificiale risalente a 4500 anni fa e alta 39 metri – fosse una realizzazione neolitica, e basta. Ora, invece, le nuove analisi stanno rivelando che ha continuato a essere per secoli e secoli un punto di riferimento molto importante. Gli archeologi dell’agenzia «English-Heritage» hanno individuato i segni di diversi insediamenti tardo-preistorici e romano-britannici e i resti di un gruppo di costruzioni di pietra, che si elevavano ai lati di una strada che portava alla sorgente sacra e poi ad alcune marcite. Secondo Tony King, professore della University of Winchester, si tratta di ritrovamenti «di immenso significato».

Quattro recinti, in particolare, sarebbero stati circondati da un fossato e da numerose buche, mentre un’altra area comprende una vasta struttura circolare – che potrebbe essere un tempio – e un’altra ancora presenta una forma poligonale. Non mancano nemmeno i segni di altre grandi costruzioni in muratura.

Mentre proseguono gli scavi, gli studiosi dell’«English Heritage» vogliono anche effettuare un’analisi dettagliata degli oltre 5 mila oggetti di epoca romana ritrovati nei dintorni di Silbury Hill negli ultimi 160 anni. Si tratta di offerte votive – come coltelli di bronzo e pietre affilate – che erano state depositate ai piedi della collina. Ma non mancano un fallo d’argilla, un braccialetto di bronzo, un anello, uno stilo per scrivere, un frammento di vaso con tracce di iscrizioni e migliaia di altri frammenti di anfore e di ossa di animali.
Dalle prime rilevazioni sembra che i romano-britanni abbiano circondato parte (o tutta) la collina con una serie di pozzi sacri. Al momento ne sono gia’ stati individuati quattro e due furono sicuramente violati nella tarda antichita’, probabilmente da qualche gruppo di cristiani fanatici. In uno, per esempio, erano stati gettati blocchi di pietra e anche alcuni pezzi di colonne. Un altro, invece, contiene diversi oggetti dal probabile valore rituale, tra cui una figurina di bronzo, un paio di cesoie, numerose monete di epoca tardo-romana, la miniatura di una nave, un gancio di ferro e anche uno stilo. Un terzo pozzo, poi, e’ stato deliberatamente riempito di terra e infine sigillato con una pietra piatta.
«Viste le tante testimonianze di attivita’ di culto che si sono protratte per lunghi periodi, sulla collina e nelle sue vicinanze, c’e’ la concreta possibilita’ che uno o piu’ recinti siano strutture rituali. Una appena scoperta, in particolare, risale al I secolo a.C. o al massimo al I d.C. e – ha spiegato King – «dovra’ essere oggetto di ulteriori indagini».

E ha aggiunto: «E’ interessante il fatto che sia appena apparsa la strada che portava alla sorgente: sia nelle antiche tradizioni dell’Eta’ del Ferro sia nelle culture successive – romana e dei BRITANNI – le fonti hanno sempre rivestito un ruolo fondamentale nei riti e nelle credenze».
La ricerca geofisica – diretta dal professor Neil Linford e’ legata anche a un altro progetto piu’ vasto, quello della stabilizzazione dell’intera Silbury Hill: si comincera’ a maggio e si proseguira’ fino a settembre. Gli studi sono stati condotti con un set di sensibilissimi magnetometri al cesio, sviluppati dall’«English Heritage». E’ cosi’ possibile localizzare le anomalie nel campo magnetico causate dall’influenza delle attivita’ umane e, in particolare, dall’uso del fuoco.

«Con i nostri strumenti – ha sottolineato – siamo in grado di osservare tutte le alterazioni fino a un metro e mezzo di profondita’».  


Fonte: La Stampa 18/04/2007
Cronologia: Preistoria

Print Friendly, PDF & Email
Partners