ROMA. La Domus aurea salvata dal laser.

Pubblicato il : 12 Dicembre 2007

Tre laser scanner, con il loro meccanico “bzzzz”, hanno infranto per mesi il solenne silenzio della Domus di Nerone. Sepolta da secoli sotto le terme di Traiano. E chiusa al pubblico dal 13 dicembre del 2005, quando caddero frammenti di intonaco dalle volte.
Ma ora gli occhi elettronici della Tecno Art hanno finito di sezionare con la luce gli ambienti. E di rubare informazioni sulla struttura. Dalle miriadi di punti (300milioni) catturati sui muri, sugli archi e negli intradossi, il computer ha elaborato una rete digitale fatta di rette e triangoli, sulla quale sono state applicate le migliaia di foto scattate. E delle grottesche che Raffaello e compagni scesero a copiare calandosi con le ceste, ora esiste una perfetta mappa tridimensionale, capace di contenere tutte le informazioni sul palazzo imperiale. E di guidare i tecnici nell´operazione salvataggio della magnifica Domus.
Nelle prossime settimane, completato il progetto, il ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli darà l´annuncio dell´appalto e degli interventi. A quel punto, Luciano Marchetti, commissario straordinario per la Domus e direttore regionale, il soprintendete archeologo Luciano Bottini, e i consulenti dell´Icr e dell´Università, daranno il via ai lavori di recupero.
Ma dopo essersi coordinati anche grazie alle elaborazioni grafiche che hanno realizzato i laser scanner e la stazione topografica per i rilievi di precisione (evoluzione del teodolite). L´occhio elettronico è freddo, oggettivo. Starà a quello umano dei botanici capire quanto siano pericolose le radici degli alberi piantati nei giardini di colle Oppio. Agli strutturisti, definire lo stato di stabilità dell´edificio sommerso. Agli esperti di microclima, stabilire quanta umidità bisogna togliere da quelle stanze: eliminando le infiltrazioni d´acqua ma senza che l´aria sotto le volte diventi troppo secca, altrimenti le pitture andrebbero in polvere.
Il rilievo elettronico consente di avere piante, prospetti, spaccati assonometrici. Restituisce tutte le misure e, dandone la profondità, «permette idealmente di riprodurre un´esatta copia dell´edificio» spiega Fabio Iorio, della Direzione regionale, che ha lavorato all´altro progetto 3d: la scansione del Pantheon (fatta dalla Pdmgheos).
Ma permette anche di costituire un archivio storico dell´edificio: in un futuro una nuova scansione delle sue parti, sovrapposta ai rilievi odierni, permetterà di capire subito se un pilastro si è mosso o se s´è inclinata una colonna. Nel caso del Pantheon, i rilievi tridimensionali sono stati favoriti dall´integrità del tempio di Agrippa.
Per la Domus di Nerone, la sfida è anche più affascinante. La simulazione virtuale ci fa vedere come era la smisurata casa dell´imperatore senza l´umido tetto di verde che la ora sovrasta.
A lavori finiti, il 3d della Domus potrà essere elaborato per diventare uno spettacolare strumento didattico. E portare, a tocchi di mouse, gli internauti in un viaggio virtuale nelle viscere del colle Oppio e della storia di Roma. Ma anche portare soldi nelle casse del ministero che rientrerà così dei circa 100mila euro investiti per mandare gli scanner sotto le volte affrescate per Nerone.

 


Fonte: La Repubblica 08/12/2007
Autore: Carlo Alberto Bucci
Cronologia: Arch. Romana

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