REGGIO CALABRIA. Tempio di Artemide a Reggio: Soprintendenza cauta.

Pubblicato il : 11 Dicembre 2007

C’è interesse ma anche prudenza, da parte della Soprintendenza per i Beni archeologici della Calabria, circa il ritrovamento dei resti di un tempio magnogreco, probabilmente dedicato ad Artemide, conosciuta anche con il nome di Diana, nel mare antistante la stazione centrale delle Ferrovie dello Stato di Reggio Calabria.
Ieri mattina a Reggio Calabria il docente di numismatica antica e medievale dell’Università di Messina, Daniele Castrizio, ha presentato nel corso di una conferenza stampa un filmato girato da alcuni esperti subacquei, due operatori di Polizia, Vincenzo Borrelli e Domenico Stilo, nel quale si vedono i resti del tempio.
Abbiamo segnalato nel maggio di quest’anno ufficialmente alla Soprintendenza la scoperta – hanno detto Borrelli, Stilo e Castrizio – ma finora non siamo al corrente di iniziative intraprese per chiarire il valore e la portata di quei resti facilmente raggiungibili”.
I reperti sono adagiati su un fondale sabbioso per un diametro di circa ottanta metri ed è possibile notare alcune grandi pietre squadrate.

Non ci azzardiamo a fare ipotesi forzate – ha affermato Castrizio – ma quanto emerge da queste prime ricerche non può non essere sottoposto a studi e verifiche scrupolose per evitare spoliazioni o danni”.
In una nota diffusa dalla Soprintendenza per i Beni archeologici della Calabria, Rossella Agostino, responsabile della città di Reggio Calabria, evidenzia che “é chiaro che qualsiasi tipo di scoperta necessita di attente ed accurate analisi e valutazioni di quanto messo in luce. A parte il problema della identificazione dei resti con un edificio templare, i materiali lapidei rinvenuti, al momento, non sono ancora perfettamente leggibili a causa anche dei muschi che li ricoprono. La Soprintendenza si è attivata al fine di poter programmare ulteriori specifiche indagini nel sito interessato dal rinvenimento”.

Ci si augura – conclude la nota – che tali ulteriori ricerche possano confermare che si tratti comunque di resti ricollegabili alla polis greca o alla città romana, sia che si tratti del tempio sopra ricordato che di qualsiasi altro edificio utile alla ricostruzione storica dell’abitato antico”.

 


Fonte: Il Giornale di Calabria 06/12/2007
Cronologia: Arch. della Magna Grecia

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