ROMA: Il Parco dell’Appia, dal centro ai Castelli.

Pubblicato il : 29 Gennaio 2006

È l’antico sogno di Antonio Cederna: un unico, grande parco, che si estende dalle Terme di Caracalla fino alle pendici delle colline. Si salderebbero così ampie aree protette, ancora frammentate.

Parte dal cuore della Capitale e poi si allunga fino a toccare le pendici dei Castelli Romani, il Parco dell’ Appia Antica com’è disegnato sulla nuova cartina, che esce dal palazzo della Cristoforo Colombo. Un parco che si amplia di 1.600 ettari e trasforma in realtà il grande sogno di Antonio Cederna: c’è tutto questo, nella proposta di legge varata ieri dalla giunta regionale e che si apre in un ventaglio di futuri scenari: mette sotto tutela la larga fetta di agro attraversata dagli acquedotti e conquista nuove quinte naturali all’ area protetta, fa saltare l’imponente lottizzazione – di 850 mila metri cubi – stabilita dal Comune di Marino nella zona del Divino Amore e l’edificazione di 72 mila metri cubi prevista a Colle della Strega dall’articolo 11 di Laurentino 38, non ancora approvato. Ancora, la nuova mappa apre la strada ai progetti tenuti al caldo dalla Soprintendenza Archeologica di Roma sul grande boulevard pedonale da realizzare lungo l’antica via Latina, che taglia in due la zona di Tor Fiscale.

Entra nella città antica da Porta San Sebastiano, oltrepassando le Mura Aureliane, il nuovo tracciato del Parco dell’Appia Antica. Comprende viale delle Terme di Caracalla e piazzale Numa Pompilio, dove anticamente si dividevano a forbice la via Appia e la via Latina. E lì compie una delle sue conquiste più pregiate, annettendosi 33 ettari di verde pubblico ad alta “densità” di storia e archeologia, come il Parco degli Scipioni. Insomma, il cuneo penetra fino alla zona che lambisce il Circo Massimo, ed è per questo che i nuovi confini del Parco molto probabilmente faranno riaccendere i riflettori su progetti tanto discussi in passato, come quello per la pedonalizzazione di via dei Cerchi.

La proposta di legge – che è stata approvata all’unanimità dalla giunta, ma dovrà passare in consiglio e affrontare tutto l’iter formale, passando all’esame dei Comuni coinvolti – prevede che l’estensione della zona protetta passi da 3.400 a 5mila ettari. “È un altro passo verso la costruzione di un sistema integrato di parchi e riserve – afferma il presidente della Regione, Piero Marrazzo – che dovrebbe avvolgere Roma come una cintura verde, garantendo quell’equilibrio tra zone urbanizzate, agricole e naturali che da sempre caratterizza la città e tutta la zona dell’antica campagna romana”.

Un segnale forte, secondo l’assessore regionale all’Ambiente, Angelo Bonelli, “della discontinuità rispetto alla precedente amministrazione, che invece aveva proceduto al taglio delle aree protette. E in questo modo – prosegue Bonelli – si collega il Parco dell’Appia Antica con quelli di Laurentino- Acqua Acetosa e dei Castelli Romani”.

L’ampliamento maggiore, infatti, avverrà in direzione delle periferie, in zone dove vivono ancora animali selvatici e ricche di resti archeologici. Nel dettaglio, la legge propone di inglobare all’interno del Parco dell’Appia Antica i 59 ettari di Campo Barbarico e Tor Fiscale Acquedotti, i 205 ettari di Capannelle e Barbuta, i 124 di Cornacchiole- Fiorano e i 168 della zona del Fosso della Cecchignola. Il grosso, però, arriverebbe dall’area di Falcognana, Divino Amore e Mugilla, per 989 ettari complessivi.

“L’ampliamento fa propria la proposta di Piano d’assetto adottata dall’Ente Parco, che già si proponeva un allargamento del precedente perimetro”, spiega l’assessore regionale all’Urbanistica, Massimo Pompili. Ma assieme alla tutela arriveranno anche interventi di riqualificazione, laddove servono, perchè “i vincoli sono un’opportunità e non una iattura”, ripete Mauro Veronesi da Legambiente Lazio, accogliendo con soddisfazione la decisione della Regione.

“La legge salvaguarda l’esecuzione di servizi e di viabilità pubbliche, rafforzando la socialità dell’operazione compiuta “, spiega infatti Pompili. È così, ad esempio, che partirà la riqualificazione di Tor Fiscale – una zona del resto già vincolata, pur non facendo parte del Parco dell’Appia – dove verrà riunificata la zona delle tombe latine al parco degli Acquedotti, a Cinecittà.

Mentre il Campidoglio sembra essere pienamente disponibile a individuare una zona alternativa dove trasferire le edificazioni che erano state previste a Colle della Strega dall’articolo 11 di Laurentino 38: un’ipotesi che tra l’altro era stata avversata da un comitato cittadino, contrario alla costruzione in mezzo al verde di 72 mila metri quadri, vale a dire due palazzi di 6 piani. La soluzione, a quanto pare, c’è già ed è nelle aree edificabili comprese nei “programmi integrati” del Prg.

Fonte: L’Unità 21/09/2005
Autore: Alessandro Rubenni
Cronologia: Arch. Romana

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