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NICOTERA (VV). Riportate alla luce le rovine di un’antica cava romana.

Era li a pochi passi dal mare. Nascosta da quando era stata scoperta per la prima volta nel 1972.  Sepolta da una fitta vegetazione una cava di epoca romana che attendeva da tanto tempo di essere riportata alla luce. Oggi finalmente inizia a rivivere il suo antico splendore.
E’ una calda domenica di maggio. Sotto il sole cocente che illumina la collina sopra Nicotera Marina, a pochi metri dallo spiazzale della stazione ferroviaria, i ragazzi dell’Associazione “Nicotera Nostra”, con gli attrezzi in spalla si dirigono verso l’antica rovina scoperta ormai quasi quaranta anni fa dal noto archeologo Achille Solano.
Tagliano e spazzano, si fanno strada tra la fitta vegetazione e a poco a poco tirano fuori dai cespugli e dalla polvere l’antico tesoro. Due ore di lavoro duro e i primi risultati del loro sudore iniziano a riaffiorare dal nulla. L’incertezza lascia spazio all’entusiasmo ed alla curiosità che spinge a non fermarsi. Nonostante il sole bollente e il bruciore alle mani, si continua a lavorando, con la certezza di essere vicini alla meta che è tutta storia.
“Nicotera Nostra” ha deciso di dire basta. Con decespugliatori, rastrelli, zappe, forbice e quanto altro in mano i cittadini hanno recuperato un pezzo di passato e l’hanno trasformato in un pezzo di futuro. Il merito è loro se oggi finalmente le colonne e le vasche dell’antica cava romana rivedono la luce.
Un sito archeologico di immenso valore storico, sul quale per altro negli ultimi decenni erano stati condotti una serie di studi importanti, ma che in pochi avevano visitato e che versava nel più totale abbandono. Alle difficoltà oggettive dovute all’ubicazione del sito si aggiunge anche la tendenza generalizzata all’incuria, la rassegnazione tipica di una parte dei calabresi che non si stupiscono più di vedere un tesoro , come troppo spesso accade, sepolto dal fango e dall’indifferenza.
Reperti storici di straordinaria bellezza. Una dietro l’altra riaffiorano una trentina di colonne in granito di varie dimensioni, due splendide vasche perfettamente circolari, capitelli in pietra. Reperti tutti in ottimo stato di conservazione nonostante la secolare esposizione agli agenti atmosferici. Splendidi ed autentici come autentica è la voglia di costruire attraverso la valorizzazione del passato un progetto per lo sviluppo futuro dell’intera area.
Sviluppo che in un luogo incantevole come la cittadina di Nicotera passa necessariamente attraverso la sua naturale vocazione turistica. Il mare, ma non solo. L’arte, la cultura, la storia.
Enormi potenzialità inespresse per un territorio che nulla avrebbe da invidiare alla vicinissima Tropea, una delle perle del Mediterraneo, meta rinomata per la gran parte dei turisti che decidono di visitare la Calabria. E allora ci si chiede come può avvenire che due territori cosi simili e cosi vicini possano avere livelli di sviluppo cosi diversi sia in termini qualitativi che quantitativi.
Evidentemente Nicotera merita di più. I ragazzi di “Nicotera Nostra” l’hanno dimostrato. Riportare alla luce un gioiello archeologico seppellito da decenni di incuria e sottosviluppo è possibile. I calabresi dovrebbero crederci, l’intera Calabria dovrebbe essere disseppellita dalla sudditanza e dall’indifferenza. Forse è il momento di cominciare a scavare, tutti quanti.

Autore: Stefano Perri

Fonte: Strill.it, 23-06-2011

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