COLLOREDO DI MONTE ALBANO (Ud). Castello di Caporiacco: è pronta la Casa del frate.

Pubblicato il : 31 Gennaio 2012
Colloredo_di_MA_-_Castello_di_Caporiacco_vista_-_27.01.2012
Un sogno che si realizza per Sergio Gelmi di Caporiacco, quella della ricostruzione in stato avanzato del castello di Caporiacco, nell’omonima frazione del comune di Colloredo di Monte Albano. Dopo la conclusione dei primi tre lotti, infatti, entro l’autunno prossimo sarà ultimata anche la quarta parte del cantiere, un edificio a tre piani di epoca cinquecentesca. A seguire, già finanziato, il progetto per la ricostruzione del muro merlato, in molte parti crollato. Sarà la volta, poi, della riedificazione, partendo dalle fondamenta già individuate, della torre. Un cantiere di grande importanza storica e culturale, oltre che urbanistica.
“Un sogno della mia lontana giovane età che si sta realizzando – racconta Gelmi di Caporiacco -. Un lavoro che con mia sorella Marina abbiamo avviato, 13 lunghi anni fa, per ricostruire quello che per secoli fu il maniero più importante di una grande famiglia del Friuli”.
Prima di avviare le opere edili è stato realizzato un sondaggio archeologico per la ricerca di eventuali tracce da recuperare e valorizzare. Lo studio, eseguito dall’architetto Fabio Piuzzi, ha messo in luce una serie di resti di olle in ceramica, interrate, quasi del tutto distrutte, contenenti antichissimi semi di cereali, datati con il metodo del carbonio 14.
Colloredo_di_MA_-_Castello_di_Caporiacco_-_27.01.2012La prima parte a essere ricostruita è stata la “Casa del frate” che secondo Gelmi di Caporiacco potrebbe essere stata in origine la cappella del castello. Questa porzione di edificio è di fatto terminata e, grazie alla disponibilità della proprietà, sarà utilizzata dal Comune per organizzare eventi e iniziative di tipo culturale e storico. Grazie a questo vantaggioso accordo, il Municipio potrà utilizzare lo spazio alla fine dei lavori.
“Un’occasione eccezionale per far conoscere un castello di grande fascino – dice il vicesindaco di Colloredo, Luca Ovan -; teniamo conto, peraltro, che quello di Caporiacco è un complesso più antico di quello, più noto, di Colloredo. Un grazie alla proprietà che vuole rendere questi spazi vivi, aperti alla popolazione”.
“Questi castelli – dice Gelmi di Caporiacco – lunghi interessantissimi e speciali per gli eventi straordinari che sono ruotati loro attorno, non possono essere dimenticati e abbandonati. Vanno fatti vivere e devo essere valorizzati: questo è uno degli scopi principali del Consorzio per la salvaguardia dei castelli del FriuliVg. E la Regione è ben conscia di tale verità. Sono parte integrante della storia millenaria della nostra terra. Un Paese che non custodisce le proprie memorie e non le difende, non ha una storia: cerchiamo di mantenere, allora, almeno laddove possibile, la memoria”. Non a caso, la prima mostra-evento che sarà allestita a fine lavori nella “Casa del Frate” sarà dedicata al recupero del castello e alla sua storia.
“Quando decidemmo di comprare quelli che erano solo poveri ruderi, dopo abbandoni e danni causati dal sisma del ’76 – dice Gelmi di Caporiacco – molti amici ci giudicarono incoscienti. A noi, invece, quei soldi non parevano buttati: l’acquisto era un doveroso omaggio a persone che avevamo amato e stimato, e che non c’erano più”.
Tra le prime opere di miglioria avviate nel complesso ci furono il disbosco, la catalogazione e la messa in sicurezza con spese non indifferenti. Di seguito sono arrivati i fondi concessi dalla Regione, stanziamenti ventennali per la ricostruzione dei castelli friulani terremotati.
“Bisognava trovare una banca che anticipasse il denaro e fortunatamente riuscimmo a trovare l’accordo con la Banca di Manzano – dice Gelmi di Caporiacco – . Non potrò mai dimenticare i veri protagonisti di questa ricostruzione: l’allora assessore regionale alla cultura, Roberto Molinaro, il consigliere regionale Giorgio Baiutti, il vicesindaco del Municipio di Colloredo di Monte Albano, Luca Ovan, l’architetto Giovanni De Marco, l’impresa Claudio Domini”.
Ed ecco, un sasso dopo l’altro, si vede di nuovo svettare il castello di Caporiacco.
“Manca ancora una parte importante, certo, l’antica torre. Così come mancano il muro merlato, gli impianti e le finiture. Ma piano piano riusciremo a ricostruire tutto e il complesso sarà un vanto per la regione e per il paese di Colloredo in particolare” conclude il proprietario.
Tra le opere previste anche il recupero del grande parco, lasciato in abbandono per tanto tempo; spazio verde ove crescevano essenze odorose rare, di grande bellezza. Sarà recuperato pure il “Prato della giostra”. Una volta terminata la ricostruzione, il castello sarà abitato dalla famiglia di Sergio Gelmi, da quella della sorella e, in parte, per la “Casa del frate” sarà dato di gestione al Comune di Colloredo.
“La popolazione di Caporiacco vada orgogliosa del suo gioiello ritrovato – dice Ovan -; sarà importante, ora, prestare la massima cura nell’edificazione delle abitazioni circostanti, per riuscire a restituire a tutto il borgo, per quanto possibile, il suo aspetto originale, senza costruzioni impattanti”.

Autore
: Paola Treppo
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