Carlo FORIN. Autorità linguistica.

Pubblicato il : 9 Giugno 2013

Mi occupo di archeologia del linguaggio [1] lungo 4000 anni.
Sono felicissimo di scardinare il sistema sumero del “me = essere = non esistere”, così espresso da Marie-Louise Thomsen [2]: The meaning of me both as finite verb and in enclitic position is simply ‘to be’, and it expresses the predicate. It has no semantic overtones like ‘to exist’ [3].
Questa opinione, di una copula [4] (“legamento verbale del nome del predicato al soggetto” [5]) che fa essere qualcosa che non esiste neanche in sfumatura, non ha mai avuto autorità su di me, che tu hai dall’estate del 2003, o GES.BU.
Confonde la linguistica con la mitologia.
Ora, riconoscere l’autorità di coloro che traslitterano dal cuneiforme senza subire la loro opinione del “me = essere = non esistere” richiede l’individuazione del punto preciso falso dei traduttori (che confondono nella mente l’autorità degli dèi sui sumeri con l’autorità linguistica degli antichi scrittori [6]) nelle loro stesse traduzioni.
Autorità fu:
nam-men
authority [7]
perché è crasi di nam [8]-me-en = “astrazione del signor [9] me [10]”;
mentre:
nam-me
non è: may/shall he/she/it not be (na, prohibitive + i, conjugation prefix + ‘to be’) [11]
ma è: astrazione del me.
Astrazione del signor me è il Signore.
Noi possiamo astrarre il ME, memori del tuo: -Fate questo in memoria di ME- [12].
Autorità fu EN:
en
n., dignitary; lord; high priest or priestess; ancestor (statue); diviner [EN archaic frequency].
v., to rule.
adj., noble (cf., uru16 [EN] (-n). [13]
Lingua fu scritto EME in eme-gir:
eme
tongue; speech (cf., udu-uli [EME] – gi (-r)). [14]
eme-gir è il “giro (del) me” che diventa eme a SU MER, “mano del cammino del ME, la parola creatrice dei primi sette dèi” espressa in accado corrispondente al sumero KI EN GI RA.
ki-en-gi (-ra2); ki-en-gir15/gi7 (-r)
Sumer (‘place’ + ‘lords’ + ‘civilized’ + genitive). [15]

Autore: Carlo Forin, e-mail: carlo.forin1@virgilio.it

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[1] Re.: www.archeomedia.net /archeologia del linguaggio.
[2] Marie-Louise THOMSEN, The sumerian language, 2001 Akademish Forlag, Copenaghen: 273.
[3] Il significato del me sia come verbo finito sia in posizione enclitica è semplicemente “essere”, ma esprime il predicato. Non ha sfumature semantiche come “esistere”.
[4] The verb ME ‘to be’ and the enclitic copula è il titolo del capitolo del libro della Thomsen.
[5] Re.: lo Zingarelli ’98.
[6] men indiviso.
[7] John Alan Halloran, Sumerian Lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006: 191.
[8] Crasi molto probabile di NA AM = “generazione (da) madre”, completa in MA AN = “madre cielo”.
[9] EN.
[10] ME.
[11] John Alan Halloran, Sumerian Lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006: 191.
[12] Lc., 22, 19.
[13] John Alan Halloran, Sumerian Lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006: 61.
[14]  John Alan Halloran, Sumerian Lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006: 60.
[15] John Alan Halloran, Sumerian Lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006: 138.

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