TREZZO D’ADDA (Mi). Emerge un villaggio del V secolo.

Pubblicato il : 14 Agosto 2009

I reperti portati alla luce confermano la presenza di una comunità cristiana.
La storia di Trezzo è ricca di luoghi e di racconti che ne narrano l’importanza già a partire dal V secolo dopo Cristo. Martedì nel tardo pomeriggio sono stati presentate le scoperte frutto di due anni di lavoro di un gruppo di studiosi della Università Cattolica coordinati dalla preside di Archeologia Medioevale Silvia Lusuardi Siena.
La docente ha illustrato l’importanza del ritrovamento della chiesa di San Michele e del villaggio «Sallianense». I reperti portati alla luce confermano che in questa località, ubicata alla periferia della città, in prossimità del nuovo casello autostradale, fra il 500 e sino al 1500 ha vissuto una comunità abbastanza numerosa, che attorno all’edificio di culto viveva la sua quotidianità come dimostrano alcuni ciottoli di porcellana ritrovati.
La dottoressa Caterina Giostra che coordina i lavori, ha sottolineato che le ricerche mettono in evidenza fra l’altro la presenza di due edifici religiosi. Ha illustrato la pianta della forma della chiesa di san Michele, che disponeva di due absidi uno a est ed uno a ovest.
I ricercatori stanno ora lavorando per arrivare alla conoscenza delle esatte misure dell’antico culto. Attorno al sito archeologico sono state rinvenuti delle tombe con al loro interno delle ossa umane, e oggetti che fanno risalire alla presenza di una comunità nel basso medioevo.
In questi giorni gli interventi di scavo e di recupero sono concentrati su di una grande struttura tombale, ubicata all’interno dell’edificio religioso. Presumibilmente questo sito potrebbe essere stata la tomba del dignitario, che commissionò la costruzione della chiesa.
La sovrintendente Giostra, pur nella ristrettezza degli scavi, ipotizza la presenza di una comunità numerosa sino al XIV secolo.
I documenti a partire dal IX secolo parlano di una località Sallianense. Ma lungo i secoli, le pietre ma anche gli uomini parlano di questo lembo di terra come ricco di memoria cristiana.
Ricognizioni e scritti si susseguono sino al 1566 quando San Carlo Borromeo in visita pastorale a questa pieve: «Constata che San Michele risulta ormai in rovina (funditus diruta) ne ordina l’abbattimento essendo ormai scomparso anche il villaggio».
Il neo sindaco Danilo Villa conferma che la sua giunta proseguirà i lavori di recupero promossi dal suo predecessore Roberto Milanesi. «Dovremo però intervenire in tempi stretti per cercare di bloccare un piano di interventi adottato dalla passata amministrazione che su quest’area di notevole interesse archeologico ha previsto insediamenti industriali e produttivi per circa 120 mila metriquadrati».
Fonte: AV Avvenire 06/08/2009
Autore: Pierfranco Redaelli
Cronologia: Arch. Medievale

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