SUD AMERICA. Il più antico tessuto dell’America Meridionale.

Pubblicato il : 19 Aprile 2011
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Grazie alla datazione di questi reperti, è stato possibile confermare la loro età e a raffinare la cronologia della prima occupazione degli altopiani andinidi.
Reperti ritrovati in una cava peruviana e datati a 12.000 anni fa rappresentano il più antico tessuto mai scoperto in Sud America, secondo uno studio apparso sulla rivista Current Anthropology.
I campioni di tessuto sono stati scoperti 30 anni fa nella cava di Guitarrero, nelle Ande, insieme con altri artefatti datati a 12.000 anni o più. Tuttavia, gli stessi tessuti non erano mai stati datati e finora non era mai stato chiarito se fossero effettivamente altrettanto antichi, come ha spiegato Edward Jolie, archeologo del Mercyhurst College (PA) che ha guidato la ricerca.
La cava è stata spesso disturbata dall’attività umana e geologica, ed è perciò possibile che i tessuti siano appartenuti a ben più recenti abitanti. Inoltre, le prime datazioni al radiocarbonio del sito sono state effettuate su campioni di ossa, ossidiana e antracite, che spesso producono stime di datazione inaccurate. Secondo Jolie, l’antracite in particolare può produrre sovrastime dell’età dei reperti.
“Grazie alla datazione degli stessi tessuti, siamo stati in grado di confermare la loro età e a raffinare la cronologia della prima occupazione degli altopiani andini”, ha commentato Jolie. Il suo gruppo ha utilizzato la più recente datazione al radiocarbonio, la spettrometria di massa accelerata, per collocare i tessuti tra 12.000 e 11.080 anni fa.
I campioni di tessuto erano probabilmente parte di borse, cesti, rivestimenti per il pavimento o per le pareti, oppure di materassi. Con tutta probabilità furono lasciati durante le escursioni in montagna.
La cava di Guitarrero, posta a una quota inferiore in un ambiente temperato in confronto con gli altopiani andini, rappresenta un sito ideale per accamparsi e approvvigionarsi per le escursioni alle quote più alte”, hanno concluso Jolie e i suoi colleghi. (fc)

Fonte: Le Scienze, 19 aprile 2011

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