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SANT’AGATA DEI GOTI (BN), Al via il recupero.

Investire nel turismo, nel patrimonio archeologico e nella rete dei circuiti museali, con progetti di grande spessore e con partner di livello. E’ questa la scelta dell’amministrazione Valentino, scelta testimoniata dall’approvazione in Giunta della proposta progettuale “L’Archeologia dispersa”, progetto destinato a modificare i connotati turistici della città di Sant’Agata de’ Goti.
L’idea, condivisa da Soprintendenza dei Beni Culturali e Comune di Sant’Agata de’ Goti, è quella di mettere in rete una serie di strutture museali dedicate alla storia pre-romana della Valle Caudina. Un percorso tra Caudium e Saticula, i due importanti centri sanniti. Un progetto che coinvolgerà l’edificio di Porta San Marco a Sant’Agata de’ Goti ed il Castello di Montesarchio, dove ha già sede il “Museo Archeologico Nazionale del Sannio Caudino”. “L’Archeologia dispersa.
Il Polo Museale di Porta San Marco” è parte della proposta generale “Alle forche caudine: storie di genti, miti e percorsi” che sarà presentata alla Regione Campania dalla Direzione Regionale dei Beni Culturali e Paesaggistici della Campania. I lavori infatti dovranno essere finanziati con i fondi F.E.S.R. ed il progetto dovrebbe rientrare nell’Asse 1-Obiettivo 1d-Obiettivo Operativo 1.9 dedicato alle “attività di restauro, recupero e promozione dei siti di valore storico, archeologico, ambientale e monumentale”.
L’idea, nella pratica, è quella di continuare a lavorare sulla strada che sta portando la città di Sant’Agata nel circuito dei poli museali. Un progetto che ha avuto il suo battesimo con la creazione della cellula archeologica di Palazzo San Francesco, cellula oggi visitabile all’interno della mostra “Sulle tracce di Saticula” e che nei primi quattro mesi di apertura ha abbondantemente superato le 400 visite. “Archeologia dispersa” rappresenta dunque il passo successivo. Il passaggio da una cellula archeologica ad un polo museale. Con la possibilità dunque di sviluppare il settore turistico creando un allestimento permanente e prevedendo anche la creazione di nuovi posti di lavoro con l’inserimento di risorse umane specializzate.
Chiara è anche la volontà di accogliere nel polo museale di Sant’Agata una tipologia ben definita di reperti archeologici. “Archeologia dispersa”, il nome del progetto, nasce dall’idea di riunire a Sant’Agata il meglio dei reperti archeologici di età sannita ritrovati nelle necropoli di Saticula dai tombaroli e che, dopo aver fatto il giro del mondo, sono stati recuperati grazie al lavoro delle forze dell’ordine. Sorte toccata al famosissimo Vaso di Assteas “Il Ratto d’Europa” ed a tanti tesori simili.

Fonte: Ottopagine, Benevento, 13 apr 2013

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