Archivi

SAN CANZIAN D’ISONZO (Go). Ad aprile la ripresa degli scavi.

Dopo l’importante scoperta di alcune tombe a inumazione di epoca medievale e degli scheletri di un uomo e di una ragazza che vi erano deposti, la campagna di scavi nella chiesetta di San Proto a San Canzian d’Isonzo riprenderanno ad aprile. Attorno alla metà del prossimo mese archeologi responsabili sul campo, Cristiano Tussi specializzato in archeologia romana e Angela Borzacconi, specializzata in archeologia medievale, amministrazione comunale, parrocchia e la sezione isontina della Società friulana di archeologia faranno ufficialmente il punto sull’attività conclusa alla fine del 2009.
In quell’occasione si indicheranno però con tutta probabilità anche le progettualità future legate si alla campagna di scavo, ma anche alla fruzione e valorizzazione del sito archeologico. Tutto lascia supporre che con il proseguimento degli scavi altre tombe a inumazione verranno alla luce, visto che l’area coinvolta dalla campagna archeologica era stata usata come cimitero nel medioevo, prima dell’erezione dell’attuale chiesetta, edificata nel XV secolo.
Nella prima fase degli scavi è stato intanto consolidato anche il mosaico rinvenuto nel 1960. Dopo aver asportato la pavimentazione attuale, realizzata all’inizio del ‘900, gli archeologi hanno inoltre trovato i resti di un piano pavimentale precedente e al di sotto di questo un piano di calpestio in battuto, con resti di attività legate all’uso del fuoco.
Uno strato di livellamento sopra al battuto ha restituito diverse tessere musive, provenienti probabilmente dalla distruzione di uno dei due mosaici paleocristiani e, frammenti di intonaco, relativi al rivestimento della chiesa nelle fasi più antiche.
La ricerca condotta tra il 9 e il 30 dicembre si sta svolgendo comunque nel segno della continuità rispetto a quella, fondamentale, effettuata negli anni ’60 dello scorso secolo e che aveva riportato alla luce le strutture di una piccola aula ascrivibile al IV secolo dopo Cristo e riferibile al culto memoriale di San Proto.
Gli scavi in corso riguardano quindi un’area di grandissimo interesse storico e archeologico, che si ritiene fosse adiacente all’antica strada proveniente da Aquileia e diretta a Trieste.
Il Comune ha quindi chiesto un contributo Interreg per allargare le indagini anche all’area circostante. L’intenzione dell’amministrazione comunale è quella di riportare alla luce tutti i reperti perché siano visibili a tutti, creando inoltre un passaggio pedonale tra la chiesa parrocchiale e San Proto e gli altri siti archeologici locali.
Il sito archeologico è stato comunque già meta, grazie all’attività dei volontari della sezione isontina della Società friulana di archeologia, delle visite degli studenti delle primarie di San Canzia e Turriaco e anche delle medie di Cormons. (la. bl.)

Fonte: Il Piccolo — 21 gennaio 2010.

Segnala la tua notizia