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ROMA. Colle Oppio, torna alla luce un mosaico di Apollo; servono altri 680mila euro.

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Una preziosa scoperta archeologica a Colle Oppio andrà ad arricchire il patrimonio artistico della Capitale. Durante gli scavi condotti dalla sovraintendenza ai Beni culturali di Roma Capitale, sotto le Terme di Traiano, all’inizio di viale del Monte Oppio, a poche decine di metri dal Colosseo, è venuto alla luce un grande e pregevole mosaico parietale romano, databile alla seconda metà del primo secolo dopo Cristo.
Si tratta di un’opera che si estende per quasi 16 metri con raffigurazione di Apollo e Muse, lungo una parete che, ad oggi, è stata portata alla luce dagli scavi solamente fino ad una profondità di 2 metri.
Gli archeologi ipotizzano tuttavia che quest’ultima possa essere ben più profonda, almeno otto metri in più.
Mosaico-Colle-Oppio-5_multimedia_full“Si tratta di una scoperta straordinaria, una bella notizia di cui sono venuto a conoscenza appena quattro giorni fa. Il nostro interesse è quello di valorizzare il lavoro ed il sacrificio di tutta la Sovrintendenza ai Beni culturali di Roma” ha commentato entusiasta l’assessore alla Cultura del Comune di Roma,  Dino Gasperini, intervenendo all’apertura straordinaria per la stampa degli scavi.
Il mosaico fa parte di un Musaeum, ovvero di un luogo che nell’antichità era dedicato alle Muse, divinità protettrici delle arti, e dove i romani amavano incontrarsi per conversare ed ascoltare musica. Le indagini archeologiche nell’area delle Terme di Traiano di Colle Oppio sono di lunga data e la cronologia dei ritrovamenti è piuttosto articolata. In questa stessa zona, nel febbraio del 1998, sul fondo della medesima galleria, usata come polveriera in epoca napoleonica e poi come deposito dell’Ama, fu rivenuto un affresco raffigurante una veduta della Città, ormai noto come “Città dipinta”.
L’opera probabilmente era collocata sulla facciata di un grande edificio ed è databile attorno alla seconda metà del I secolo d.C. All’epoca del primo ritrovamento, indagini endoscopiche avevano già rivelato l’esistenza di un ambiente retrostante il muro dell’affresco, solo parzialmente interrato, che conservava su una parete un largo tratto di mosaico, realizzato con tessere colorate su fondo bianco e raffigurante scene di vendemmia. Nel corso di scavi successivi, ulteriori studi avevano lasciato ipotizzare che la “città dipinta” potesse essere solo una piccola parte dell’originaria decorazione che ricopriva tutto l’ambiente.
A riprova di ciò anche il ritrovamento, in tempi più recenti, di ampi tratti di questo mosaico caduti dalla volta ed oggi ancora in fase di restauro e ricomposizione. Sempre nel 1998, nel mese di maggio, a metà della stessa galleria fu rivenuto un muro che conservava i resti di un raffinato mosaico parietale, anch’esso in tessere colorate e rappresentante un Filosofo e una Musa su un prospetto architettonico di sfondo.
Mosaico-Colle-Oppio-7_multimedia_full“All’epoca fummo costretti ad interrompere gli scavi su questo mosaico per mancanza di finanziamenti e per far fronte ad altre urgenze, tra le quali l’impermeabilizzazione della volta” ha specificato Rita Volpe della Sovrintendenza, la quale ha poi aggiunto: “siamo poi riusciti a proseguire con i lavori grazie a due tranche di finanziamento provenienti dai Fondi Arcus del ministero dei Beni culturali nel 2005 e nel 2006”.
Il ritrovamento, che viene oggi in parte presentato, permetterà di ricostruire con buona approssimazione l’assetto architettonico pre traianeo dell’area. Potremo così avere una fotografia fedele dell’evoluzione urbanistica tra il 64 d.C, anno dell’incendio neroniano e il 109 d.C, anno dell’inaugurazione delle Terme.
“Ci troviamo di fronte ad un prezioso esempio di quella che doveva essere lo spirito ispiratore della politica urbanistica di Traiano, il quale probabilmente era disposto persino a distruggere insulae patrizie pur di restituire spazi di socialità, diremmo oggi popolari, quali erano in effetti le Terme per i romani” ha precisato Umberto Broccoli, sovrintendente ai Beni culturali di Roma.
Questo straordinario ritrovamento a Colle Oppio è parte integrante della riqualificazione dell’intera area archeologica centrale, che prevede la creazione di un sistema integrato sempre più funzionale di apertura al pubblico.
“L’amministrazione capitolina ha tutto l’interesse ad andare fino in fondo” ha assicurato Gasperini, precisando che serviranno 680mila euro, di cui 200 mila in tempi celeri. Tali risorse, prevede Gasperini che saranno disponibli, già dall’autunno, con una piccola variazione all’esercizio finanziario corrente. Broccoli e Gasperini sembrano non aver dubbi. Entro pochi mesi, appena il tempo di migliorare le infrastrutture di accesso, il sito sarà fruibile con visite guidate, anche se su prenotazione.

Autore: Mattia Ciampicacigli

Fonte: PaeseSera.it, 29 luglio 2011

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