RAVENNA – LA “DOMUS DEI TAPPETI DI PIETRA”

Pubblicato il : 31 Ottobre 2002

Scoperto nel 1993 durante la conduzione dei lavori per la costruzione di un garage interrato, il complesso archeologico di via D’Azeglio, nel centro storico di Ravenna, testimonia la particolare situazione stratigrafica della città, interessata dal fenomeno della subsidenza.

Un’équipe di archeologi per ben 10 anni ha lavorato allo scavo, riportando alla luce un’area molto estesa e tuttavia parziale rispetto alla planimetria completa delle strutture presenti. Gli edifici emersi si dispongono ai lati di una strada pavimentata in basoli di trachite, dotata di marciapiedi e risalente al I sec. a.C., con un impianto fognario in laterizio dell’inizio del II sec. d.C. Nel corso dei secoli, mano a mano che l’umidità avanzava, le pavimentazioni delle strutture sono state rialzate e dotate di impianti di riscaldamento.

Sono stati individuati e scavati una grande abitazione dotata di atrio, di epoca augustea con pavimentazioni in mosaico policromo, corredata di vestiboli, atrio con impluvium, fauces e probabili botteghe, un’altra domus di epoca adrianea con mosaici bianconero, un impianto termale databile al III secolo, edifici diversi databili al III-IV sec. ed un grande complesso del IV-V sec., di destinazione incerta, dal quale proviene il mosaico cosiddetto del Buon Pastore. Alla fine del V ed il VI sec. risale la costruzione del cosiddetto Palazzetto Bizantino, che dal VI-VII sec. blocca con il suo atrio la sede stradale, facendone l’ingresso privato dell’edificio. Dei 14 ambienti scavati, 4 sono pavimentati in tarsie di marmo, gli altri in mosaico geometrico policromo. La stanza 10, un salone di ricevimento, reca al centro un emblema con la scena della Danza dei Geni delle Stagioni accompagnati da un suonatore di siringa. Il riquadro è formato da tessere in materiali pregiati, paste vitree di colori diversi e foglia d’oro, che suggeriscono l’importanza del proprietario dell’edificio, presumibilmente un funzionario della corte bizantina.
Sono emersi, inoltre, una necropoli altomedievale con tombe e vari corredi databili al VII sec. d.C., una casa medievale del X-XI sec., un canale di scarico di epoca bassomedievale-rinascimentale, un edificio del XVII-XVIII sec.
Le pavimentazioni del palazzetto bizantino e tutte le strutture ad esso collegate sono attualmente ospitate in un ambiente ipogeo stagno, dotato di tutti gli impianti necessari per la conservazione ottimale dei mosaici, tra cui un impianto di climatizzazione.

Il sito archeologico, tra i più importanti dell’Italia Settentrionale, sarà inaugurato il prossimo 31 Ottobre.
Dal 5 Novembre la visita, un viaggio a ritroso nel tempo, sarà consentita al pubblico con ingresso dalla chiesa di Santa Eufemia.
Fonte: La Repubblica 21/10/02
Autore: Grazia Modroni
Cronologia: Arch. Romana

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