ALTAMURA – LA VALLE DEI DINOSAURI

Pubblicato il : 30 Ottobre 2002

In una cava abbandonata situata in località Pontrelli, a soli 4 km dal centro abitato di Altamura, su una superficie di calcare durissimo, sono state rinvenute dal 1999 oltre 4.000 impronte di dinosauri, organizzate in vere e proprie piste – 6 in totale – risalenti al cretacico, 70 milioni di anni fa. Le orme appartengono ad oltre 100 esemplari di almeno 5 specie diverse di Dinosauri erbivori (Sauropodi, Ceratopsidi e Anchilosauri) e carnivori (Teropodi). La sesta tra le piste scoperte ha persino restituito una sequenza di mano e piede di un Ceropode, un dinosauro erbivoro, quadrupede, di media stazza, per un totale di 116 impronte concentrate in un’area di 28 mq e risalenti a 65 milioni di anni fa, mai rinvenute fino ad ora in nessuna altra parte del mondo.

Il clima tropicale dell’epoca ha permesso la conservazione di orme piuttosto profonde lasciate sulla piana di fango carbonatico chiaro, seccate al sole prima di essere coperte da strati di calcare. In alcuni casi si sono conservate anche la forma dell’articolazione della zampa o le pieghe della pelle degli animali.

Il professor Nicosia dell’Università La Sapienza di Roma ha definito la zona un “sito unico al mondo, all’attenzione dell’ichnologia mondiale” per densità, varietà e stato di conservazione dei reperti. Le orme in questione, infatti, costituiscono materiale prezioso per gli studiosi che ne attingono informazioni circa l’andatura e le caratteristiche comportamentali di questi animali preistorici.

Ed a tutela della valle dei Dinosauri è stato disposto la scorsa estate dalla Cassazione il sequestro della vasta area industriale a ridosso del sito archeologico. Uno scempio ambientale avviato approfittando degli accordi di programma, istituiti dalla legge regionale del 1994, accordi consentiti, tuttavia, solo a condizione che nel territorio comunale non esistano altre “aree idonee e sufficienti” per la realizzazione di opifici industriali e piccole industrie.

Una vera e propria piaga quella dell’insediamento selvaggio di attività produttive in Puglia che va ad aggiungersi all’altra non meno grave del traffico di reperti archeologici provenienti da scavi clandestini o di provenienza furtiva.

In un recentissimo intervento dei carabinieri sono state recuperate 150 monete in bronzo e oro databili al V-IV sec. a.C. rinvenute ad Altamura, Gravina e Taranto, già restaurate e pronte per essere immesse sul mercato.
Fonte: La Repubblica 06/07/02
Autore: Grazia Modroni
Cronologia: Preistoria

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