NUBIA – LE PIRAMIDI PERDUTE

Pubblicato il : 20 Ottobre 2002

Ai monumenti funebri eretti dalla civiltà nubiana dei kushiti non è toccata la stessa sorte occorsa alle consanguinee piramidi egizie.
Dei loro edificatori, i faraoni neri appartenenti alla XXV dinastia, troviamo traccia già in Erodoto che racconta di come nel 747 a.C. avessero occupato e sottomesso l’Egitto. Il loro regno, che si estendeva dal Mediterraneo fino a Karthoum e comprendeva l’odierno Sudan e le propaggini meridionali dell’Egitto, raggiunse il massimo splendore tra il VI sec. a.C. ed il IV d. C.
E fu proprio per celebrare la morte di questi sovrani che furono erette decine di piramidi di raffinata geometria, che costituivano la parte sovrastante delle tombe ipogee. Per lo più alte intorno ai 20 metri, con le pareti molto ripide, inclinate di 60-70°, i monumenti funebri erano costituiti per lo più di arenaria e ciò spiega il loro lento ed inesorabile sgretolamento.
Accanto ad esse, a testimoniare lo splendore della civiltà nubiana, sopravvivono resti di palazzi reali, templi, cisterne, centri di raccolta ed addestramento di elefanti.

Risalgono al 1821 i primi studi sistematici della civiltà africana ad opera di Frédéric Cailliaud. Nel 1834 l’italiano Giuseppe Ferlini scavò tra le piramidi, radendone addirittura una al suolo, e razziò il tesoro della regina Amansishakheto. I gioielli della regina furono, tuttavia, ritenuti falsi in Europa e furono acquistati per pochi soldi da Ludwig di Baviera. Attualmente sono esposti nella sala dedicata alla civiltà nubiana del Museo di Berlino, dove si trovano anche i 15.000 reperti frutto dello scavo condotto del 1844 dallo studioso Lepsius.

Oggi gli sforzi degli studiosi si concentrano nel tentativo di sottrarre all’oblio ed alla sabbia le piramidi superstiti. Valga per tutti l’esempio di Karima dove sopravvivono soltanto 5 dei 58 monumenti funebri.
Gli americani, i tedeschi e gli italiani impegnati negli scavi devono fare i conti con la burocrazia sudanese, col clima inospitale, con la scarsa viabilità, con la mancanza di sovvenzioni e, non da ultimo, con la difficile situazione politica di un paese scosso dal conflitto civile tra un Nord bianco ed islamico ed un Sud nero, cattolico e animista.
Fonte: Redazione 01/10/02
Autore: Grazia Modroni
Cronologia: Egittologia

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