NOCERA TERINESE (Cz). Ritrovamenti archeologici mondo culturale in fermento.

Pubblicato il : 20 Dicembre 2006

Il recente annuncio del ritrovamento sul Piano della Tirena (o di Terina) dei probabili avanzi della magnogreca città di Tèmesa, di cui finora si erano perse le tracce, ha messo in fermento il mondo culturale del comprensorio, destando la speranza di nuovi orizzonti economico-turistici non solo per l’hinterland, ma per l’intera Calabria.
«Personalmente ho sempre creduto – dice Giuseppe Manfredi, presidente del civico consesso nocerese con delega alla Cultura – che la storia del nostro paese avesse radici profonde su quel pianoro, anche perché diversi studiosi hanno pensato e affermato quello che oggi possiamo definire una verità».
Vale a dire che «il pianoro è interessato dalla presenza di un abitato antico che, quasi senza soluzione di continuità, si documenta dal VI secolo a.C. alla piena età romana».
Nel 1986 Roberto Spadea della Soprintendenza ai beni archeologici della Calabria volle che sul Piano della Tirena si ponesse il vincolo del ministero dei Beni culturali e ambientali. Vincolo che nel 2004 l’Amministrazione municipale, la Soprintendenza archeologica, l’Università degli studi di Napoli e la famiglia Ventura, proprietaria del terreno in questione, concordarono di subordinare in futuro ai risultati di indagini da condurre per un triennio sul pianoro.
Oggi l’esito delle ricerche effettuate lo impongono addirittura. «Non ci accontenteremo dell’ottimo lavoro svolto fino ad oggi – dichiara Manfredi – vogliamo continuare a promuovere la ricerca, per raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissi: sfruttare le enormi potenzialità dei presenti e futuri ritrovamenti come volano dello sviluppo socio-economico-culturale della nostra cittadina».
Il presidente del Consiglio comunale, insomma, è determinato: «Vogliamo scoprire e scrivere definitivamente – afferma – la vera storia delle origini di Nocera’>>.
«La tutela, la valorizzazione e la fruizione del Piano di Tirena, supportate da cospicue risorse finanziarie – rimarca Manfredi -, potranno portare alla realizzazione di un parco archeologico, dotato di un percorso turistico-culturale e di una sala museale per l’esposizione permanente dei reperti».
Un progetto davvero ambizioso, ma difficile per il solo Comune, per il cui conseguimento bisogna coinvolgere la Regione e le altre istituzioni competenti. Intanto sembra che l’amministrazione municipale abbia vinto la sua scommessa «sulla ricchezza storica, culturale, archeologica sepolta» nei campi del Piano della Tirena.
Secondo Giovanna Greco dell’ateneo partenopeo, uno dei maggiori risultati è aver documentato «la presenza di edifici riferibili alla colonia romana Tèmpsa», oltre a un tratto di mura d’età ellenistica, di circa due metri di altezza.
Dunque «il Piano della Tirena -sottolinea Manfredi- merita l’attenzione che hanno avuto e hanno altri siti archeologici vicini e lontani».
Sono indispensabili nuove ricerche, «approfondite e a largo raggio», per dare una risposta certa al dilemma storico-culturale dell’ubicazione di Tèmesa, che si narra che anticamente fosse contigua a Terina. Per questo, ad avviso di Spadea, «non si può bypassare» il Piano della Tirena. Un appello che Manfredi fa proprio e rilancia a tutte le istituzioni interessate ai beni culturali.


 


Fonte: Gazzetta del Sud 10/12/2006
Autore: Giovambattista Romano

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